Tranne che per la fotografia, il tripudio di vagine bagnate dei primi 20 minuti, il petting prepornografico che ogni uomo vive guardando quelle feste, le erezioni al pensiero di poter (ri)vivere i 18 anni in feste che mai neanche lontanamente hanno assomigliato a quelle...
Insomma, fatto salvo per la masturbazione, e/o il rammarico di non aver visto nulla di simile se non in tv, il film presenta anche un ganster di Miami che suona Britney Spears al piano, qualsiasi considerazione o analisi del film sarebbe quindi eccessiva vista la ridicolaggine del tutto.
Unico appunto, la cultura del porno è cultula dello stupro ma vive in una sua dimensione assurda e irreale. Banalizzare l'immagine delle adolescenti in bikini così avvicina ancor di più i deboli di mente all'idea che vabbé, in fondo, magari perché si è bevuto, non è poi così grave.
QUI, qualche foto di un reale Spring Broke.
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domenica 28 luglio 2013
lunedì 28 gennaio 2013
Ecco perché gli uomini tradiscono
Qualsiasi coppia sta assieme per avere un vantaggio in termini di sopravvivenza; che sia economico o sociale poco importa.
La prole umana, va accudita quasi un ventennio e evidentemente ha più possibilità di sopravvivere in 3 anziché in 2 come succede nella stragrande maggioranza degli altri mammiferi.
Senza dilungarmi in analisi sul regno animale sulla scelta tra monogamia e poligamia, qualche dato: oltre il 50% degli uomini tradisce e una percentuale leggermente inferiore riguarda le donne.
Sarei curioso di sapere le metodologie di ricerca...
Comunque, se a questo numero già di per se elevatissimo, aggiungiamo i potenziali infelici schiavi di modelli culturali e sociali ai quali non riescono a sottrarsi, otterremo un numero ancora maggiore, azzarderei in maniera del tutto arbitraria e a casaccio, un 2/3.
Insomma, l'ideale della monogamia che ci hanno insegnato semplicemente non esiste, e il fatto che si continui la vita sotto lo stesso tetto è sinonimo di sopravvivenza, non è l'affermazione certo di un modello vincente che secondo le statistiche non è mai morto perché semplicemente non è mai esistitio.
La ricerca che segue non è una giustificazione, una donna trascurata o infelice sessualmente che tradisce contro il suo uomo mi pare abbia legittime argomentazioni.
Ma nel caso mai lo beccaste, uccidetelo pure, ma provate a ricordare che per lui è come guardare un porno, nella sfrenata naturalità della serialità del sesso, nella totale meccanicità dell'atto, le emozioni riguardano voi, non lui.
La prole umana, va accudita quasi un ventennio e evidentemente ha più possibilità di sopravvivere in 3 anziché in 2 come succede nella stragrande maggioranza degli altri mammiferi.
Senza dilungarmi in analisi sul regno animale sulla scelta tra monogamia e poligamia, qualche dato: oltre il 50% degli uomini tradisce e una percentuale leggermente inferiore riguarda le donne.
Sarei curioso di sapere le metodologie di ricerca...
Comunque, se a questo numero già di per se elevatissimo, aggiungiamo i potenziali infelici schiavi di modelli culturali e sociali ai quali non riescono a sottrarsi, otterremo un numero ancora maggiore, azzarderei in maniera del tutto arbitraria e a casaccio, un 2/3.
Insomma, l'ideale della monogamia che ci hanno insegnato semplicemente non esiste, e il fatto che si continui la vita sotto lo stesso tetto è sinonimo di sopravvivenza, non è l'affermazione certo di un modello vincente che secondo le statistiche non è mai morto perché semplicemente non è mai esistitio.
La ricerca che segue non è una giustificazione, una donna trascurata o infelice sessualmente che tradisce contro il suo uomo mi pare abbia legittime argomentazioni.
Ma nel caso mai lo beccaste, uccidetelo pure, ma provate a ricordare che per lui è come guardare un porno, nella sfrenata naturalità della serialità del sesso, nella totale meccanicità dell'atto, le emozioni riguardano voi, non lui.
Se un uomo non tradisce, o non desidera la fuga, è solo perché sta
accettando in maniera passiva un modello sociale che nega la sua
natura: è questo il concetto che emerge in una ricerca di uno
psicologo-sociologo americano, Eric Anderson, che insegna all’Università
di Winchester, e che ha pubblicato di recente tutto nel libro
intitolato The Monogamy Gap: Men, Love, and the Reality of Cheating. Il Daily Mail riporta il suo pensiero, suffragato da una ricerca scientifica.
TUTTA NATURA – Dopo interviste ad un campione di 120 maschi, sia omo che eterosessuali, “il 78% degli interrogati ha ammesso di aver tradito, anche se affermavano di amare e di voler rimanere con il proprio partner”. La monogamia è “emotiva”, non “sessuale”, secondo Anderson, perché il corpo tende al sesso con le altre persone in maniera somatica. “Crescere una famiglia, la stabilità, è un affare emotivo, non sessuale, e conta molto più quell’elemento. Ma il nostro desiderio non muore, cambia dal partner alle altre persone. Quando il sesso muore, la relazione è appena iniziata”, spiega Anderson. “Gli uomini cercano sesso ricreativo – non storie – e amano davvero la loro compagna. Se così non fosse, l’avrebbero lasciata”, e in effetti per il sociologo è meglio “tradire e pentirsene” che confessare al proprio partner la propria insoddisfazione sessuale, “vera e sempre efficace arma di fine rapporto”. Gli uomini non provano niente di male nel sesso fuori dal rapporto, anche se certo non lascerebbero farlo al proprio partner: il che forse “non è equo”, ma è certamente naturale.
TUTTA NATURA – Dopo interviste ad un campione di 120 maschi, sia omo che eterosessuali, “il 78% degli interrogati ha ammesso di aver tradito, anche se affermavano di amare e di voler rimanere con il proprio partner”. La monogamia è “emotiva”, non “sessuale”, secondo Anderson, perché il corpo tende al sesso con le altre persone in maniera somatica. “Crescere una famiglia, la stabilità, è un affare emotivo, non sessuale, e conta molto più quell’elemento. Ma il nostro desiderio non muore, cambia dal partner alle altre persone. Quando il sesso muore, la relazione è appena iniziata”, spiega Anderson. “Gli uomini cercano sesso ricreativo – non storie – e amano davvero la loro compagna. Se così non fosse, l’avrebbero lasciata”, e in effetti per il sociologo è meglio “tradire e pentirsene” che confessare al proprio partner la propria insoddisfazione sessuale, “vera e sempre efficace arma di fine rapporto”. Gli uomini non provano niente di male nel sesso fuori dal rapporto, anche se certo non lascerebbero farlo al proprio partner: il che forse “non è equo”, ma è certamente naturale.
mercoledì 5 dicembre 2012
venerdì 20 luglio 2012
Sara Tommasi porno: ovvero circonvenzione di incapaci
UPDATE SULLO STATO DI SALUTE DI SARA:
Due recensioni da ombrellone qui e qui.
Lo slow motion nel porno non si usa più dagli anni 90.
Non dico sbiancarlo, ma almeno depilarlo.
Non dico godere,ma almeno fingere, è un porno!
Contrariamente a quanto si pensi la storia in un porno serve a immedesimarsi in un fatto improbabile al 99% ma non impossibile.Un minimo di cura cazzo.
E'un pompino, non una frenulectomia.
Quando il macho guarda in camera con aria disperata ti viene da chiederti se davvero quello sia un film il cui scopo sia eccitarti. Scimmia al montaggio?
La parola "ano" non si è mai sentita nel porno. Passi l'asshole (già poco usato) nei film americani, ma l'effetto in italiano è devastante.
Quando si fa un cunnilingus non si gratta la pancia di chi riceve le nostre servigia.
Lo sguardo perso, quasi sofferente, denota solo che questo terribile porno, forse il peggiore mai visto in vita mia (e ne ho visti!) sia pura circovenzione di incapaci incapaci.
Povera Sara, grande pena, qualcuno l'aiuti!
Due recensioni da ombrellone qui e qui.
Lo slow motion nel porno non si usa più dagli anni 90.
Non dico sbiancarlo, ma almeno depilarlo.
Non dico godere,ma almeno fingere, è un porno!
Contrariamente a quanto si pensi la storia in un porno serve a immedesimarsi in un fatto improbabile al 99% ma non impossibile.Un minimo di cura cazzo.
E'un pompino, non una frenulectomia.
Quando il macho guarda in camera con aria disperata ti viene da chiederti se davvero quello sia un film il cui scopo sia eccitarti. Scimmia al montaggio?
La parola "ano" non si è mai sentita nel porno. Passi l'asshole (già poco usato) nei film americani, ma l'effetto in italiano è devastante.
Quando si fa un cunnilingus non si gratta la pancia di chi riceve le nostre servigia.
Lo sguardo perso, quasi sofferente, denota solo che questo terribile porno, forse il peggiore mai visto in vita mia (e ne ho visti!) sia pura circovenzione di incapaci incapaci.
Povera Sara, grande pena, qualcuno l'aiuti!
venerdì 20 gennaio 2012
L'insopportabile intromissione
L'anno è cominciato da 20 giorni e già per la seconda volta, dopo i botti di capodanno, mi tocca constatare una terribile intromissione nelle libertà fondamentali dell'individuo.
Ma per le mie "sensibilità", questa, è molto molto più grave dei petardi.
Sotto fortissima pressione dell'AIDS Healthcare Foundation che ha raccolto 70.000 firme, di gente che non guarda porno, il municipio di Los Angeles ha deciso che il condom è ora obbligatorioper i film a luci rosse prodotti in città (scelta presumibilmente motivata anche a causa della chiusura dell AIM )
Per gli utilizzatori minori vi tolgo subito il dubbio: un porno col preservativo non lo si guarda.
Il porno è sogno, il porno è la possibilità irreale di aver fatto sesso con migliai di donne bellissime, in situazioni incredibili (ecco perché l'importanza della storia) facendo cose che mai e mai potresti e vorresti fare nella vita reale con la tua ragazza.
E il sogno, qualsiasi esso sia, non può avere mezze misure. Le nostre aspirazioni reali possono essere elevate ma hanno sempre dei limiti, il sogno non può avere limiti. Sognate di vincere 20 mila euro o 100 milioni? Potete usufruire di un video porno in cui l'aspirazione massima è quella di venire dentro ad un preservativo?
E purché verissimo, non mi interessa in questa sede sostenere limiti e virtù del porno americano come libera scelta, come forma artistica.(chiedete a Sasha Grey cos'è il porno...)
Mi interessa chiarire quanto sia ampio il porno come fenomeno culturale e sociale, soprattutto a Los Angeles (consiglio la visione del film seguente)
9to5 DAYS IN PORN Trailer from Zorro Film on Vimeo.
Nella San Fernando Valley, si produce il 90% di tutti i film pornografici che vengono messi in circolo dalle case di produzione, con un pubblico stimato superiorie al miliardo di persone. Il fatturato varia dagli 8 ai 13 miliardi di dollari l'anno.
Come sottolineato dal documentario se nell'est europeo è una scelta per ovvi motivi meno libera, a Los Angeles fare porno è una scelta totalmente libera. La prevenzione c'è già, ognuno è libero di indossarlo, ci sono già controlli e consapevolezza del fenomeno, gli attori sanno cosa rischiano sulla propria pelle.
Quanti morti ha fatto l'AIDS nel porno di L.A. imputabili a contagi avvenuti negli ultimi 10 anni? Zero! 5 persone sieropositive, La sfortunatissima Lara Roxx (alla sua seconda scena girata a L.A.) Mason Wyler, Marisa (Miss) Arroyo, Jessica Dee, Darren James.
Il tutto in una "città" dove vengono girate oltre 120 scene al giorno,oltre 50.000 l'anno.
Ma poi, pur avendo confutato più volte che Lombroso e la sua fisiognomica erano troiate, santiddio, guardate chi cazzo sta protestando a favore dei preservativi.
Ma per quale criterio sociale dovrebbero scegliere loro?Terribile ipocrisia.
L'assurdità di imporre qualcosa privando decine di migliaia di persone di lavoro e del loro libero arbitrio cosa porterà?
Bisognra riaprire assolutamnete l' AIM che ha funzionato egregiamente, avere controlli serrati e obbligatori, ma non si può proibile.
A nulla, il porno non morirà mai, si sposteranno e andranno a produrre ricchezza da qualche altre parte, magari senza regole e senza controlli.
Ma per le mie "sensibilità", questa, è molto molto più grave dei petardi.
Sotto fortissima pressione dell'AIDS Healthcare Foundation che ha raccolto 70.000 firme, di gente che non guarda porno, il municipio di Los Angeles ha deciso che il condom è ora obbligatorioper i film a luci rosse prodotti in città (scelta presumibilmente motivata anche a causa della chiusura dell AIM )
Per gli utilizzatori minori vi tolgo subito il dubbio: un porno col preservativo non lo si guarda.
Il porno è sogno, il porno è la possibilità irreale di aver fatto sesso con migliai di donne bellissime, in situazioni incredibili (ecco perché l'importanza della storia) facendo cose che mai e mai potresti e vorresti fare nella vita reale con la tua ragazza.
E il sogno, qualsiasi esso sia, non può avere mezze misure. Le nostre aspirazioni reali possono essere elevate ma hanno sempre dei limiti, il sogno non può avere limiti. Sognate di vincere 20 mila euro o 100 milioni? Potete usufruire di un video porno in cui l'aspirazione massima è quella di venire dentro ad un preservativo?
E purché verissimo, non mi interessa in questa sede sostenere limiti e virtù del porno americano come libera scelta, come forma artistica.(chiedete a Sasha Grey cos'è il porno...)
Mi interessa chiarire quanto sia ampio il porno come fenomeno culturale e sociale, soprattutto a Los Angeles (consiglio la visione del film seguente)
9to5 DAYS IN PORN Trailer from Zorro Film on Vimeo.
Nella San Fernando Valley, si produce il 90% di tutti i film pornografici che vengono messi in circolo dalle case di produzione, con un pubblico stimato superiorie al miliardo di persone. Il fatturato varia dagli 8 ai 13 miliardi di dollari l'anno.
Come sottolineato dal documentario se nell'est europeo è una scelta per ovvi motivi meno libera, a Los Angeles fare porno è una scelta totalmente libera. La prevenzione c'è già, ognuno è libero di indossarlo, ci sono già controlli e consapevolezza del fenomeno, gli attori sanno cosa rischiano sulla propria pelle.
Quanti morti ha fatto l'AIDS nel porno di L.A. imputabili a contagi avvenuti negli ultimi 10 anni? Zero! 5 persone sieropositive, La sfortunatissima Lara Roxx (alla sua seconda scena girata a L.A.) Mason Wyler, Marisa (Miss) Arroyo, Jessica Dee, Darren James.
Il tutto in una "città" dove vengono girate oltre 120 scene al giorno,oltre 50.000 l'anno.
Ma poi, pur avendo confutato più volte che Lombroso e la sua fisiognomica erano troiate, santiddio, guardate chi cazzo sta protestando a favore dei preservativi.
Ma per quale criterio sociale dovrebbero scegliere loro?Terribile ipocrisia.
L'assurdità di imporre qualcosa privando decine di migliaia di persone di lavoro e del loro libero arbitrio cosa porterà?
Bisognra riaprire assolutamnete l' AIM che ha funzionato egregiamente, avere controlli serrati e obbligatori, ma non si può proibile.
A nulla, il porno non morirà mai, si sposteranno e andranno a produrre ricchezza da qualche altre parte, magari senza regole e senza controlli.
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