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venerdì 8 marzo 2013

Migration

Volete scoprire chi emigra in Grecia? Volete sapere quanti pazzi canadesi decidono di andare a vivere in portogallo?

Ecco il  sito interattivo che mostra i flussi migratori nel mondo da/a un qualsiasi paese del mondo.

http://peoplemov.in/

martedì 28 febbraio 2012

Liberissimi di fare quello che mi pare

  • Ma casellanti, operai, pompieri, poliziotti, soldati, medici, infermieri, piloti di aerei, steward, baristi del brunch e dell'aperitivo, operatori di museo, cuochi, camerieri, pizzaioli, capotreni, bigliettai del cinema, operatori dei call center delle banche e della Tim, giornalisti, decine di categorie di liberi professionisti, tassisti, organizzatori della serie A di calcio del volley o del basket, veterinari del pronto soccorso, proprietari dei circuiti di minimoto a Gabicce,  sono tutti single o forse, fra queste milioni di persone qualcuno è riuscito a farsi una famiglia pur senza portare i figli al parco la domenica pomeriggio?
  • Quante milioni di persone sulla soglia di povertà vorrebbero avere la possibilità di lavorare la domenica? L'operaio Fiat col weekend intonso va ritenuto più fortunato perché socialmente lavorare la domenica è un'abberrazione della settimana cristiana o forse, e dico forse, firmerebbe per lavorare anche la domenica già che il suo problema non è vedere la famiglia ma dar loro da mangiare?
  • O se volete, prrescindendo dalla crisi e ipotizzando di vivere in un eldorado con tassi di crescita cinese, fatto salvo il principio che in linea teorica più ore equivalgono a più concorrenza e lavoro e più lavoro equivale a più salario e più crescita economica e quindi benessere, per quale abberrazione culturale se io voglio una ciambella alle 3 di notte e un altro è disposto a lavorare al chiaro di luna, la sua domanda e la mia offerta non devono incontrarsi per legge? Non dovrebbe essere una scelta libera, non difendiamo forse una società in cui uno ha il diritto di provare e semmai fallire se non ci saranno abbastanza persone affamate di kitkat o coni pizza?


  • E poi d'estate? Se ci fa comodo andare alla notte rosa, a mangiare pesce o a ballare, allora si, si può lavorare di domenica, ma se è freddo no? A quali modelli culturali dovrebbe mai ispirarsi il legislatore per sancire che il cocktail d'estate è più necessario della felpa da bonprix d'inverno? secondo quale metro di giudizio si potrebbe tutelare il tutto aperto d'estate ma non d'inverno?
  • Infine, chi stabilisce che il mio pacchetto di pringles sia un vizio superfluo e il cinema la domenica pomeriggio sia altresì un rito doveroso? E soprattutto, la bigliettaia brufolosa del medusa o la cameriera di totò hanno meno ragione a lamentarsi rispetto all'Alice perché la combo cinema più pizza è culturalmente più radicata e quindi giustificata rispetto alla combo pringles più gioco xbox da mediaworld? 




La società evolve, i modelli culturali ed economici pure, stiamo diventando multietnici con persone abituate a lavorare il week end e di notte, viviamo in una globalizzazione totale dei popoli e delle culture, parliamo tanto di flessibilità e di integrazione, giriamo il mondo visitando paesi diversissimi dal nostro, ci sentiamo tanto migliori degli altri perché abbiam studiato un minimo e non guardiamo il grande fratello ma pretendiamo di risolvere i problemi alzando un muro? E' questa la nostra capacità di adeguarsi al cambiamenti che la modernità e l'evoluzione impongono?

Lo dico subito, miro ad un lavoro d'ufficio al famoso defunto 9to5. Personalmente poi, all'interno della mia vita di coppia, e per mia salute mentale, non credo potrei resistere se non per un periodo limitato a lavorare alla domenica e al sabato (altro giorno ormai bruciato in sordina). Per me sono giorni totalmente sacri, sono cresciuto andando al parco tutte le domeniche e facendo il thé coi cugini davanti a 90°minuto per almeno 10 anni, non sono io quello che va convinto.
Ma santiddio, chi l'ha detto che il mio modello debba valere per tutti? Perché tutto ciò che è basato sulla mia esperienza o sulle mie aspirazioni deve essere la soluzione per tutti?
La società non è mai la proiezione del nostro Io generalizzato e sarebbe il caso di tenere a mente che esistono persone anni luce da noi,  persone che mai sceglieranno un museo al posto di natale a cortina, cinesi con tutt'altra concezione di flessibilità, bisogna togliersi la convinzione che se applicassimo agli altri il nostro modello di esistenza tutti sarebbero più felici o sarebbe meglio per tutti. Questo modello è alla base delle più grandi atrocità della storia dell'uomo e non possiamo poi lamentarci se altri applicano lo stesso metodo con noi, sicuri di essere nel giusto e di fare il nostro bene.
Nessuno dice che il weekend e il giorno di riposo vadano annullati o equiparati agli altri giorni per via della modernità, della globalizzazione o della battaglia contro gli automi cinesi, non dobbiamo accettare mestamente i fenomeni globali in quanto tali.
Ma questa deve essere una civiltà libera.
Non si può stabilire su basi arbitrarie cosa ci piace e va tenuto aperto e cosa per noi è superfluo e  quindi va tenuto chiuso, è una forma medioevale di intendere la società civile, dov'è l'eguaglianza?
La battaglia non la si vince combattendo le aperture della domenica, bisogna combattere sui diritti dei lavoratori.
Diritto di guadagnare di più, diritto ai turni, diritti ad un numero di weekend liberi, diritto ad uno stipendio minimo garantito, obbligo di non poter lavorare più di un certo numero di ore.
Non è un caso se molti di questi diritti alcune categorie fondamentali come i medici, le hanno già.
Bisogna estendere per legge questi diritti ai commessi di promod e forse, promod capirà che senza schiavi che può turnare come vuole, con contratti rigorosi e un numero dignitoso di commessi da pagare, non gli converrà più tenere aperto la domenica se nessuno compra.

Non è questione di capitalismo, di gabbia d'acciaio. Purtroppo la crisi genera ingiustizie, diminuisce il potere contrattuale e ci rende cacciatori di capri espiatori, ma non sono questi buoni motivi per regredire sui nostri valori fondamentali.

giovedì 19 gennaio 2012

Auschwitz

Ho una cartella con tutti i link che salvo di tanto in tanto, che poi utilizzo per aggiornare questo blog.
Questi 2 stavo per cancellarli, poi ho pensato che invece sarebbe stato giusto ricordare quanto il pericolo dell'ignoranza, della paura e del rischio di perdita di memoria sia sempre presente nella società e nell'uomo.


Auschwitz nella pubblicità di una palestra:«Dai l'addio alle tue calorie». 

 

Il consigliere leghista su Facebook Immigrati? "Ci vogliono i forni"

 

venerdì 2 dicembre 2011

Quanti giorni mancano all'apocalisse?

Mi scuso per la rudimentalità del blog, nei prossimi mesi, ammesso che non mi prendano al colloquio del tirocinio di oggi pomeriggio, tutto verrà sistemato dal punto di vista della grafica e dei link.

Dogville612 mi sembra un nome per una buona terra di mezzo tra la realtà, cinismo e un prato di valori, con i fiori. Pappa?

Non ho mai impiegato tante forze per cercare di comprendere cosa fare coi risparmi di una vita, non andrò a Lugano lunedì perché purtroppo non è tutto così facile, ma non dubito affatto di andarci. Come un nerd alienato ho studiato le possibili soluzioni tormentato dallo spread, c'è chi mi accusa di non viverla bene, vorrei vedere voi se steste rischiando un futuro grande come una casa, se rischiaste di veder bruciati i sacrifici di una vita non vostra.

L' 8 e il 9 dicembre si saprà realmente quanto rischia l'europa,l'Italia e quindi l'euro. Potrebbe essere come tutti i grandi momenti di profonda crisi, una bellissima opportunità per migliorare, se la Merkel, col suo sacrosanto legittimo potere contrattuale di chi, negli ultimi 10 anni non si è sputtanata soldi, imporrà il veto del "vi salvo a patto che" d'ora in poi ogni stato membro rinunci alla gestione della spesa nazionale che dovrà essere approvata prima da un consiglio finanziario europeo. Sarebbe la vera nascita dell'europa, dove ogni stato ha l'obbligo di essere rigoroso e ridurre il debito annualmente, dove il cialtronismo dei governi dell'Italia e dei Pigs verrebbe fortemente ridotto dove si potrebbe rivedere il ruolo della banca centrale europea. Questo potrebbe dare vita alla seconda economia del pianeta.
Purtroppo, nel qual caso verrà salvaguardato il piccolo orto e la piccola sovranità nazionale o non si troveranno accordi, è probabile che per rivivere il natale per come oggi lo conosciamo passeranno molti anni.
Sembra eccessivo ma se l'europa crolla rischia di crollare il mondo.


Non che voi lo siate, ma vi dò 2 dati a prova di imbecille.
L'Italia tra Gennaio e Febbraio deve rifinanziare il debito emettendo nuovi titoli di stato.
How much? 150 miliardi di euro nel primo trimestre 2012 (230 in totale).
20 a  Gennaio e 50 a febbraio. Se lo spread non sarà almeno sotto quota 300 individuate il bancomat più vicino a voi.
Nessuno è contro la patrimoniale, ma se si vuole mantenere speranza, bisogna salvaguardare le piccole e medie imprese.Io non ho un lavoro, lo metto nero su bianco, toccate tutti ma fate rifiatare le aziende. Stracciate l'articolo 18, datemi un indeterminato con possibilità di licenziamento, ma non annegate le piccole medie imprese. Se crolla questo sistema, se si ferma la crescita, cosa me ne farò dei miei previlegi sindacali?
chi di voi immagina gli imprenditori come signorotti arroganti col Cayenne ricordo che lo stato, nei confronti delle piccole medie imprese, ha 90 MILIARDI di debito! (che probabilmente pagherà con buoni del tesoro non avendo liquidità). La manutenzione strade del 2012 in Italia verrà tagliata del 30%, la Francia l'ha tagliata del 3%. La situazione è  davvero gravissima.
Siamo più corrotti del Rwanda e questo lo paghiamo in termini di crescita, competitività, tasse dirette, costo del lavoro.
120 miliardi all'anno stimati di evasione.altri 80 se ci sommiamo lavoro nero e danni da corruzione.
In 10 anni si ripiana totalmente il debito pubblico. Di questa evasione ne recuperiamo il 10% contro l'80, 90% di Inghilterra e Francia. Siamo il paese con la più grande forbice al mondo.

Basta non dico altro.

Questo sistema del vivere a debito è irrimediabilmente destinato a fallire, è solo questione di tempo e prima o poi di guerre.E' per questo che l' 8 e il 9 dicembre l'Europa, avrebbe la possibilità di fare la storia. Sanzioni automatiche sul debito, il tutto gestito da ossessionati tedeschi perseguitati dalla stabilità e dallo spettro dell'inflazione.(per altro, al netto del petrolio siamo in deflazione!)Faccio fatica ad augurare di meglio a paesi inadeguati a gestire se stessi come noi e i Pigs.

Intanto Israele pensa all'Iran.
Beh, per ora buon natale.
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