Ora, senza affossare la comprensione del mondo ad un totale disarmante e assoluto relativismo, mi chiedo se davvero si possa parlare della stessa cosa pensando pure di essere capiti.
Più semplicemente mi chiedo quanto gli strumenti e le sensibilità personali possano modificare a priori il giudizio e la comprensione di un'opera d'arte.
Ancor più semplicemente, a prescindere che possa esser piaciuto o meno a volte uno ha la sensazione di non aver capito un cazzo, o di non aver gli strumenti per capire a fondo, o aver la sensazione che quell'opera non è per lui, o che semplicemente quell'opera è un esercizio di stile di compiacimento da parte dell'autore.
Non è il caso specifico di tutto quanto sopra, ma guardando "La Grande Bellezza" il concetto di relativismo è alquanto spiazzante, soprattutto se si va a leggere qui cercando di capire meglio.
La Grande Bellezza è la sintomatica conferma, e
cristallizzazione, di una “tendenza” incapace oramai di occultare
un’assenza di sguardo, di prospettive, non solo di risposte ma di
domande.
Potremmo chiamare questa tendenza “barocchesco”: un profluvio di
movimenti di macchina e di effetti senza affetti, un bozzettismo
avvilente, un grottesco che ottunde le asperità invece di potenziarle[...]
[...]Ciò che annichilisce di questa Grande Bellezza è
proprio la patologica ingenuità del suo autore, un’ingenuità che
tuttavia è raggelante ma certo non sorprendente, essendo Sorrentino un
reciDivo. Gli slanci prometeici si risolvono in cadute clamorose e
rovinose: un fuoco (fatuo) di fila di sequenze che si vorrebbero
esemplari ma che restano alla “superficie del superficiale”
Oltre ad essere irritante e compiaciuto ai limiti dell’onanismo nella messa in scena del “dentro”, La Grande Bellezza
delude anche come traversata della città eterna: una stucchevole
“passeggiata” che si vorrebbe felliniana, ma che al massimo sarà
ricordata come una versione intra muros del Granderaccordoanulare di guzzantiana memoria.[...]
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martedì 29 ottobre 2013
mercoledì 5 dicembre 2012
mercoledì 23 maggio 2012
Quando sarò ricco...
Ecco. Quando potrò spendere 1000€ per un falso d'autore vorrà dire che sarò...sereno.
Quando avrò una Miura appesa alla parete sarò ricco.
Voglio questo.
Non mi interessa se con 1000€ potrei comprare un giovane Fragolari per un investimento.
Voglio qualcosa di incredibilmente bello in salotto, non voglio qualcosa che mi arredi o che possa valere tra 50 anni.
Quando avrò una Miura appesa alla parete sarò ricco.
Voglio questo.
Non mi interessa se con 1000€ potrei comprare un giovane Fragolari per un investimento.
Voglio qualcosa di incredibilmente bello in salotto, non voglio qualcosa che mi arredi o che possa valere tra 50 anni.
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| Sun Setting over a Lake -W.Turner c. 1840; Oil on canvas, 91 x 122.5 cm; Tate Gallery, London |
giovedì 12 gennaio 2012
Roma - itinerari - 4 giorni
Roma è una città incredibilmente ricca di cose da vedere, ma per riuscire a vederla tutta in pochi giorni bisogna sapere esattamente dove andare, anche perché è forse la capitale d'europa col peggior servizio di trasporti pubblici. 2 linee di metro e un'estensione ridicola, obbligano ad usare gli autobus. Si ma quali? Lasciate stare le introvabili mappe degli autobus, aggiungete questo sito ai preferiti del vostro smartphone: Calcola percorso - ATAC.
Basta digitare dove vi trovate e dove volete andare e vi restituirà gli autobus e le metro da prendere e dove cambiare. Questo sito è fondamentale per muoversi.
Assieme a GPS e GoogleMaps ecco gli itinerari infallibili, tenete conto che ogni itinerario parte solitamente da una stazione di metropolitana..
In fondo al post (o qui) trovate la mappa dettagliata, gli itinerari son colorati, in verde i luoghi da vedere sia di giorno che di notte.
GIORNO 0 - ITINERARIO VIOLA: se arrivate in auto, specialmente se da Nord, il consiglio è di fare tappa al parco dei Mostri di Bomarzo.
GIORNO 1 - ITINERARIO BLU: si parte da Barberini Fontana di Trevi, si pranza in zona Campo dei Fiori piena di ristoranti e paninari e nel pomeriggio si arriva fino all' isola tiburtina e da lì fino ai Fori e al Colosseo (se volete visitarli prenotateli online) seguendo l'itinerario. Se vedete Musei, mostre alle quali potreste essere interessati, segnatele ma non visitatele adesso.
In serata cena e giretto a Trastevere, per cominciare e spendere poco consiglio Pizzeria da Nerone.
GIORNO 2 - ITINERARIO ROSSO: prima di partire prenotate qui per i musei vaticani e la cappella sistina, eviterete una terribile coda che vale 4€ di prevendita. I musei Vaticani sono enormi e ci si arriva dalle fermate di metro Cipro (più vicina) e Ottaviano (più comoda se non avete il GPS o non conoscete le strade). Decretata la magnificenza di S.Pietro potete mangiare nei pressi di Ottaviano, queste strade sono stipate di ristoranti cheap, anche McDonald e Burgher King a chi mai interessasse.
Poi proseguite a piedi o in autobus, fino a Castel S.Angelo e da lì copletate a piedi la seconda parte dell'itinerario fino a Piazza di Spagna.Via del Corso è piena di negozi, sia mai che vogliate fare shopping sfrenato.
In serata Fontana di Trevi, Vittoriale e Colosseo. Scegliete gli autobus giusti e li vedrete tutti con un solo biglietto.
GIORNO 3 - ITINERARIO AZZURRO: se tutto è andato secondo i piani oggi sarete abbastanza stanchi, partite da piazza dell'opera e arrivate fino a S. Giovanni. Se è brutto tempo o siete già provati nel pomeriggio visitate mostre o musei che vi siete segnati nei primi due giorni, se invece siete carichi ripredete la metro e scendete a Piazza del Popolo. Col sole un giretto a villa Borghese senza nessuna ansia da monumento è il top.
In serata giretto tranquillo a Castel S.Angelo e a piazza S. Pietro in notturna.
GIORNO 4 - ITINERARIO ARANCIONE+GIALLO: partite dal Circo Massimo e arrivate sino al Gianicolo.Se siete stanchi e avete già visto trastevere prendete un autobus appena passato il tevere perché sarà una bella scarpinata in salita. Non dimenticate il tempietto del Bramante però. Nel pomeriggio Villa Borghese se non l'avete fatta ieri o un ultimo museo o, se avete l'auto, itinerario giallo ma attenti a che ora tramonta il sole. Se siete ancora in macchina andate pure al gianicolo per vedere tutta Roma al buio.
GIORNO 5 - ITINERARIO VIOLA: se potete visitate villa Adriana perché è incredibile e si trova a Tivoli.(mezz'ora scarsa da Roma, attenti che GMaps vi dà un indirizzo sbagliato, quello giusto è nella mia mappa)
Se mai abitaste nei pressi di piazza Bologna andate a l'Oste de Coste ristorantino nuovissimo davvero molto valido e per nulla caro.
Detto questo, seule Paris est digne de Rome, solo Roma è degna di Parigi.
Visualizza Itinerario roma in una mappa di dimensioni maggiori
Basta digitare dove vi trovate e dove volete andare e vi restituirà gli autobus e le metro da prendere e dove cambiare. Questo sito è fondamentale per muoversi.
Assieme a GPS e GoogleMaps ecco gli itinerari infallibili, tenete conto che ogni itinerario parte solitamente da una stazione di metropolitana..
In fondo al post (o qui) trovate la mappa dettagliata, gli itinerari son colorati, in verde i luoghi da vedere sia di giorno che di notte.
GIORNO 0 - ITINERARIO VIOLA: se arrivate in auto, specialmente se da Nord, il consiglio è di fare tappa al parco dei Mostri di Bomarzo.
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| Tartaruga - Parco dei mostri di Bomarzo |
In serata cena e giretto a Trastevere, per cominciare e spendere poco consiglio Pizzeria da Nerone.
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| Colosseo (di sera lo vedrete il giorno 2) |
GIORNO 2 - ITINERARIO ROSSO: prima di partire prenotate qui per i musei vaticani e la cappella sistina, eviterete una terribile coda che vale 4€ di prevendita. I musei Vaticani sono enormi e ci si arriva dalle fermate di metro Cipro (più vicina) e Ottaviano (più comoda se non avete il GPS o non conoscete le strade). Decretata la magnificenza di S.Pietro potete mangiare nei pressi di Ottaviano, queste strade sono stipate di ristoranti cheap, anche McDonald e Burgher King a chi mai interessasse.
Poi proseguite a piedi o in autobus, fino a Castel S.Angelo e da lì copletate a piedi la seconda parte dell'itinerario fino a Piazza di Spagna.Via del Corso è piena di negozi, sia mai che vogliate fare shopping sfrenato.
In serata Fontana di Trevi, Vittoriale e Colosseo. Scegliete gli autobus giusti e li vedrete tutti con un solo biglietto.
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| Piazza S.Pietro |
In serata giretto tranquillo a Castel S.Angelo e a piazza S. Pietro in notturna.
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| particolare in S.Maria Maggiore |
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| Altare della Patria |
GIORNO 5 - ITINERARIO VIOLA: se potete visitate villa Adriana perché è incredibile e si trova a Tivoli.(mezz'ora scarsa da Roma, attenti che GMaps vi dà un indirizzo sbagliato, quello giusto è nella mia mappa)
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| Villa Adriana |
Se mai abitaste nei pressi di piazza Bologna andate a l'Oste de Coste ristorantino nuovissimo davvero molto valido e per nulla caro.
Detto questo, seule Paris est digne de Rome, solo Roma è degna di Parigi.
Visualizza Itinerario roma in una mappa di dimensioni maggiori
martedì 10 gennaio 2012
Arte o Fragolari?
UPDATED :
dopo la discussione di sabato sera ecco le mie opinioni a riguardo.
da Wikipedia:
L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere "messaggi", non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente. Alcuni filosofi e studiosi di semantica sostengono però che esista un linguaggio oggettivo che prescinda dalle epoche e dagli stili e che dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti, pur se gli sforzi per dimostrare questa affermazione sono finora stati infruttuosi.
[...]Analizzando la storia del concetto di arte vediamo che nel corso del tempo esso subisce una trasformazione graduale ma radicale[...]
Dizionario: àrte ['arte]
Ora, l'ambiguità del termine suscita questioni filosofiche, semantiche, di estetica...
alcune cose non mi tornano.
premessa:
Markus non legge questo blog e se anche fosse non sto rivelando nulla di particolare.
Qualche giorno dopo un suo concerto, in una delle nostre serate a 3, Markus ci disse che c'era rimasto male perché in anni che lo conosciamo mai gli abbiamo fatto i complimenti "per come suonava", tantomeno in quell'ultimo concerto.
Io gli spiegai che gli avevo fatto molti complimenti per cosa avesse suonato.
Ripensandoci ora, la distinzione per l'artista è netta.
In maniera del tutto partecipe ed emotiva ci spiegò cosa avesse suonato, descrivendoci le angosce del compositore in vari passaggi del concerto ed era convinto che (aggiungo io, con quel mix di sensibilità, tecnica, talento) tutto quanto di profondo lui sentisse arrivasse dritto nei cuori di chi ascoltasse in platea.
Era questo, che secondo lui, sanciva la differenza tra lui e un altro, tra un sensibilissimo talento e un robottino violinista.
Purtroppo per lui, nonostante i delicati modi di P. (e per fortuna che parlò lui) cercammo di fargli capire, molto, molto, molto alla lontana, che lo spettatore medio in platea percepisce il violinsta, le uscite verdi di sicurezza, e ha la tendenza a chiedersi perché al cinema siano consentiti i popcorn e a teatro no.
Tentammo di spiegargli che, secondo la cultura media, uno stradivari stampato in copertina a fianco del suo nome gli avrebbe sicuramente dato più prestigio e fama di quanta mai ne potesse raggiungere tramite i meriti.
Completamente tramortito nonostante le birre per mitigare la sofferenza, se ne andò a casa moribondo, soprattutto dopo che gli dissi "io adoro il concerto di capodanno", cosa che probabilmente lui considera al pari de i soldatini passano per un pianista.
Che amici siamo?
Dobbiamo dirglielo che è molto se riusciamo a valutare la differenza tra un cross e un pallonetto? Dobbiamo dirglielo che la nostra capacità analitica della sua esecuzione rispetto ad un altro non è 1 o 2 o 3 ma è ZERO ?? (non andando, giustamente, mai a sentire nessuno tranne lui!)
Dobbiamo dirglielo che per un profano non frequentante, tutti i concerti di cui non si conosce nulla, appaiono del tutto uguali nei ricordi ? come se fosse una musica di sottofondo all'aperitivo che non lascia molto?
Dobbiamo dirlo che su 100 persone in platea 20 sono lì perché competenti e interessate, 30 per far qualcosa di diverso, 30 per promozione sociale, 10 perché hanno avuto i biglietti gratis e 20 almeno si addormenteranno durante il concerto?
e inoltre:
Sarà un bel sabato sera...
dopo la discussione di sabato sera ecco le mie opinioni a riguardo.
- parlare del significato del significante "Arte" non ha senso. E' un significato troppo vasto, non ci sono criteri condivisi per stabilire cosa sia Arte e cosa non lo sia. Scardinati i metodi stabiliti per la produzione di arte non esiste un solo oggetto, idea, forma di comunicazione che potenzialmente non possa essere arte se collocato in un museo o in una galleria.
- tutto ciò che è artistico non è paragonabile a meno che in fase di produzione non si siano rispettati codici\strumenti quantomeno simili. Paragonare la Cappella Sistina agli assorbenti di Gina Pane non è sbagliato, semplicemente non ha senso visto il punto numero 1. Se si tentasse una comparazione la restituzione dell'analisi avrebbe assoluti limiti di efficacia e di oggettività non essendoci appunto "regole". Si può invece ragionare in termini statitistici e\o soggettivi sugli impatti che l'opera ha avuto.
- L'arte contemporanea è per la maggior parte autoreferenziale ma non elitaria. Per la maggior parte molto poco fruibile ma gli strumenti per comprenderla sono accessibili a tutti.
- L'esplosione della produzione (+mezzi, 0 regole) ha portato molta più Arte che mai. Nonostante questo musei, gallerie, siti web specializzati istituzionalizzano cosa realmente è Arte creando in base alla loro importanza e al numero di visitatori, Arte di serie A e serie B.
- I percorsi concettuali contemporanei (i pochi che conosco) mi convincono personalmente molto poco, soprattutto in funzione della potenza del marketing. Il dubbio di esser preso per il culo da un profondissimo pensiero come quello nascondista rimane in me molto forte.
- Il fattore novità nell'arte contemporanea non è tutto ma quasi, perché non innovare significa ammettere "quello lo so fare anch'io" (a proposito, probabilmente è un'eccezione come in tutti i campi dell'umanità, ma far morire un cane è più frutto di un percorso concettuale o è marketing totale?)
da Wikipedia:
L'arte, nel suo significato più ampio, comprende ogni attività umana - svolta singolarmente o collettivamente - che porta a forme creative di espressione estetica, poggiando su accorgimenti tecnici, abilità innate e norme comportamentali derivanti dallo studio e dall'esperienza. Nella sua accezione odierna, l'arte è strettamente connessa alla capacità di trasmettere emozioni, per cui le espressioni artistiche, pur puntando a trasmettere "messaggi", non costituiscono un vero e proprio linguaggio, in quanto non hanno un codice inequivocabile condiviso tra tutti i fruitori, ma al contrario vengono interpretate soggettivamente. Alcuni filosofi e studiosi di semantica sostengono però che esista un linguaggio oggettivo che prescinda dalle epoche e dagli stili e che dovrebbe essere codificato per poter essere compreso da tutti, pur se gli sforzi per dimostrare questa affermazione sono finora stati infruttuosi.
[...]Analizzando la storia del concetto di arte vediamo che nel corso del tempo esso subisce una trasformazione graduale ma radicale[...]
Dizionario: àrte ['arte]
- attività umana volta a creare opere di valore estetico
- ogni attività umana che si compia con l'ingegno e secondo regole dettate dall'esperienza e dallo studio
- nel Medioevo, corporazione professionale
- artificio, astuzia, mezzo ingegnoso per raggiungere uno scopo
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| Teomondo Scrofolo |
Ora, l'ambiguità del termine suscita questioni filosofiche, semantiche, di estetica...
alcune cose non mi tornano.
- Qualsiasi forma di comunicazione è potenzialmente arte? E sennò in base a che cosa lo è o non lo è?
- Che senso ha la parola "Arte"? cosa significa? se una parola è così vaga e con un significato così diluito e dalle differenti interpretazioni cos'è realmente Arte? se le parole hanno il senso di oggettivare la realtà, nei limiti delle traduzioni, il mio concetto di Arte non dovrebbe essere quantomeno simile a quello del più povero cinese nella campagna? esiste un piano di giudizio, un determinismo condiviso a livello globale per caraterizzare un'opera artistica e stabilire, seppur in maniera del tutto generica, cosa è arte e cosa non lo è?
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| Scatto partito a caso |
- Se l'opera è in un museo o in uno spazio espositivo è obbligatoriamente Arte? e se non lo è?
- Esiste l'Arte di serie A o di serie B? Se si, chi è che lo stabilisce e in base a quali criteri? Un quadro al Pompidou vale più dello stesso quadro in un bar di via d'azeglio? [questa l'unica che so quindi rispondo.commercialmente si...] E' più artistico? E' sensato non avere un termine per definire in un'altra categoria dei Mutandari, Fragolari, Spaccolanana?
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| Une semaine de mon sang menstruel - L'esposizione di 7 assorbenti mestruali usati, Gina Pane, riflessioni concettuali sul corpo, dolore, sangue... |
- La Cappella Sistina, Une semaine de mon sang menstruel, le foto di Terry Richarson mentre si fa fare un pompino, le foto di Planking di Raffa, le foto involontariamente partitemi a macchina ciondolante hanno o non hanno, le caratteristiche essenziali per essere definite Arte? Perché? Sono sullo stesso livello? E sennò, in che cosa differiscono?
- L'Arte può essere universale? Al di là delle metodologie del gusto per la produzione, un Giapponese, un Italiano e un Iracheno pur derivando da contesti culturali totalmente differenti e pur non avendo gli stessi strumenti culturali possono conocordare, magari senza saperlo spiegare, sulla magnificenza dell'ultima cena di Leonardo?
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| Giudizio Universale , particolare cappella sistina |
premessa:
Markus non legge questo blog e se anche fosse non sto rivelando nulla di particolare.
Qualche giorno dopo un suo concerto, in una delle nostre serate a 3, Markus ci disse che c'era rimasto male perché in anni che lo conosciamo mai gli abbiamo fatto i complimenti "per come suonava", tantomeno in quell'ultimo concerto.
Io gli spiegai che gli avevo fatto molti complimenti per cosa avesse suonato.
Ripensandoci ora, la distinzione per l'artista è netta.
In maniera del tutto partecipe ed emotiva ci spiegò cosa avesse suonato, descrivendoci le angosce del compositore in vari passaggi del concerto ed era convinto che (aggiungo io, con quel mix di sensibilità, tecnica, talento) tutto quanto di profondo lui sentisse arrivasse dritto nei cuori di chi ascoltasse in platea.
Era questo, che secondo lui, sanciva la differenza tra lui e un altro, tra un sensibilissimo talento e un robottino violinista.
Purtroppo per lui, nonostante i delicati modi di P. (e per fortuna che parlò lui) cercammo di fargli capire, molto, molto, molto alla lontana, che lo spettatore medio in platea percepisce il violinsta, le uscite verdi di sicurezza, e ha la tendenza a chiedersi perché al cinema siano consentiti i popcorn e a teatro no.
Tentammo di spiegargli che, secondo la cultura media, uno stradivari stampato in copertina a fianco del suo nome gli avrebbe sicuramente dato più prestigio e fama di quanta mai ne potesse raggiungere tramite i meriti.
Completamente tramortito nonostante le birre per mitigare la sofferenza, se ne andò a casa moribondo, soprattutto dopo che gli dissi "io adoro il concerto di capodanno", cosa che probabilmente lui considera al pari de i soldatini passano per un pianista.
Che amici siamo?
Dobbiamo dirglielo che è molto se riusciamo a valutare la differenza tra un cross e un pallonetto? Dobbiamo dirglielo che la nostra capacità analitica della sua esecuzione rispetto ad un altro non è 1 o 2 o 3 ma è ZERO ?? (non andando, giustamente, mai a sentire nessuno tranne lui!)
Dobbiamo dirglielo che per un profano non frequentante, tutti i concerti di cui non si conosce nulla, appaiono del tutto uguali nei ricordi ? come se fosse una musica di sottofondo all'aperitivo che non lascia molto?
Dobbiamo dirlo che su 100 persone in platea 20 sono lì perché competenti e interessate, 30 per far qualcosa di diverso, 30 per promozione sociale, 10 perché hanno avuto i biglietti gratis e 20 almeno si addormenteranno durante il concerto?
e inoltre:
- Gli artisti producono pensando che qualcuno li comprenda? e in che percentuale? Producono per tutti? o per vendere e farsi un nome in galleria? E' una elite quella degli artisti, unici ad avere gli strumenti per produrre e comprendere?In base a quali canoni producono?
Sarà un bel sabato sera...
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