Era natale, mangiavo il pandoro (metà pandoro), prima di andare a letto e non ero a dieta.
Erano i giorni in cui l'europa scricchiolava come non mai.
Mi ero informato su come portare soldi in svizzera, su come tutelare i miei risparmi (i loro risparmi!)
Ora sembra che dovrò ricominciare ad ascoltare il podcast del sole24, in molti scommettono già sul fallimento dell'europa e mi toccherà passare inutili ore a leggere previsioni di esperti che non ne hanno un'idea. Sono sicuro che non andrò mai a Lugano e attenderò il cetriolo globale come l'ultimo degli inconsapevoli.
Perché?
Mancanza di informazioni, il rischio di perdere un 7/8% del capitale, consapevole che se tutto va bene non è proprio esilarante perdere un 7/8%.
Fukushima. Se si avrà un terremoto di notevole intensità (70% di probabilità nel prossimo anno, 98% nei prossimi 3 anni) assisteremo, sempre e solo probabilmente già che gli esperti non ne hanno idea, ad un disastro nucleare da far sembrare Chernobyl una lastra al torace (consolatevi, l'avevano detto anche di Chernobyl).La caduta delle vasche piene di acqua radioattiva (10 volte i valori del dopo Chernobyl) potrebbe provocare disastri inimmaginabili.
Oddio, a veder la foto sembrerebbe possa bastare uno starnuto ma mi fido.
Perché la gente non scappa disperata e continua a vivere con una pistola alla tempia?
Secondo un cacasotto (speriamo!) la terra è già al punto di non ritorno o quasi. Perché nessuno fa qualcosa?
Okkey, questa effettivamente è molto meno spaventosa delle prime due.
I dati in nostro possesso sulle proiezioni dei prossimi 20 anni suggerirebbero di comprare una casa in campagna e un orto. E invece le persone continuano a fare figli e mutui. Si potrebbe dire che in fondo non dovrebbe essere un gran mistero perché in guerra sono nati un sacco di figli.
Ma i figli nati in guerra sono solo il frutto di genitori irresponsabili e mentecatti, pertando personalmente il dubbio rimane.
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venerdì 15 giugno 2012
venerdì 23 dicembre 2011
Siamo già al Tipping Point ?
Tipping Point, è un'espressione sociologica presa in prestito dall'economia per sancire il punto di non ritorno. Il punto oltre il quale qualsiasi manovra risulta irrilevante per le sorti del sistema.
Sono molti in questi giorni di calma apparente a chiedersi quale sia il tipping point per l'Italia, per sancirlo con più sicurezza bisognerà aspettare di vedere in che modo l'Italia sopravviverà al rifinanziamento del debito del primo trimestre. A titolo informativo per alcuni questo punto è già stato sorpassato.
Fattore 1:
Il debito pubblico italiano è il 25% del debito europeo e i 350 miliardi da finanziare nel 2012 rappresentano addirittura 1/3 dei debiti di tutta la zona euro.
Cosa vuol dire in parole povere?
Vuol dire che lo spread alto da settembre a dicembre ci costa 24 miliardi di interessi in più in 3 anni, 8 miliardi l'anno.
Rifinanziare il debito a queste condizioni potrebbe costarci oltre 60 miliardi di interessi in 3 anni.(15,20,25)
Un peso insostenibile.
Fattore 2:
La BCE ha aperto i rubinetti alle banche regalando praticamente soldi all'1%.
Cosa faranno con quei soldi? Compreranno titoli di stato speculando incredibilmente sugli interessi? Presteranno soldi a famiglie e imprese? a che tassi di interesse avendo loro pagato solo l'1%? useranno quei soldi per ripianare i debiti?
Fattore 3:
L'Italia e l'eurozona andranno in recessione. Quanti soldi ci sono per investire in crescita e sviluppo?
Dipende moltissimo dai fattori 1 e 2.
Fattore 4:
Stabilità politica. In 3 giorni la linea del PDL ha cambiato 3 volte parare sulla fiducia al governo, non dico altro.
L'unica cosa certa è che il 2012 sarà un anno durissimo, forse il più duro da quando siamo nati, anche se l'Italia dovesse evitare il default. Detto questo siamo 200 punti in eccesso rispetto ad un prezzo accettabile di interessi.
L'altra cosa su cui si può sperare è che non è nella natura umana agire fino a quando la situazione non si fa disperata. E la situazione fortunatamente è disperata.
Che sia detta da Einstein o Alba Marcoli non fa differenza, chiunque l'abbia scritto ha ragione.
“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perchè la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere “superato”. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito.
E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."
Sono molti in questi giorni di calma apparente a chiedersi quale sia il tipping point per l'Italia, per sancirlo con più sicurezza bisognerà aspettare di vedere in che modo l'Italia sopravviverà al rifinanziamento del debito del primo trimestre. A titolo informativo per alcuni questo punto è già stato sorpassato.
Il debito pubblico italiano è il 25% del debito europeo e i 350 miliardi da finanziare nel 2012 rappresentano addirittura 1/3 dei debiti di tutta la zona euro.
Cosa vuol dire in parole povere?
Vuol dire che lo spread alto da settembre a dicembre ci costa 24 miliardi di interessi in più in 3 anni, 8 miliardi l'anno.
Rifinanziare il debito a queste condizioni potrebbe costarci oltre 60 miliardi di interessi in 3 anni.(15,20,25)
Un peso insostenibile.
Fattore 2:
La BCE ha aperto i rubinetti alle banche regalando praticamente soldi all'1%.
Cosa faranno con quei soldi? Compreranno titoli di stato speculando incredibilmente sugli interessi? Presteranno soldi a famiglie e imprese? a che tassi di interesse avendo loro pagato solo l'1%? useranno quei soldi per ripianare i debiti?
Fattore 3:
L'Italia e l'eurozona andranno in recessione. Quanti soldi ci sono per investire in crescita e sviluppo?
Dipende moltissimo dai fattori 1 e 2.
Fattore 4:
Stabilità politica. In 3 giorni la linea del PDL ha cambiato 3 volte parare sulla fiducia al governo, non dico altro.
L'unica cosa certa è che il 2012 sarà un anno durissimo, forse il più duro da quando siamo nati, anche se l'Italia dovesse evitare il default. Detto questo siamo 200 punti in eccesso rispetto ad un prezzo accettabile di interessi.
L'altra cosa su cui si può sperare è che non è nella natura umana agire fino a quando la situazione non si fa disperata. E la situazione fortunatamente è disperata.
Che sia detta da Einstein o Alba Marcoli non fa differenza, chiunque l'abbia scritto ha ragione.
“Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose. La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perchè la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura.
E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategie. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere “superato”. Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito.
E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."
lunedì 5 dicembre 2011
Un esercito di mercenari non farà mai miracoli - Un sistema inadeguato
Dopo 20 anni si attua per via di decreto finanziario la riforma delle pensioni.
Nessuno prima d'ora aveva trovato il coraggio di fare o dire nulla, è servita la più grande crisi economica dal dopoguerra e la minaccia di un default continentale per prendere provvedimenti discutibili ma che certamente sanciscono una tendenza inevitabile: solo chi paga verrà ripagato.
Sarà il tempo a dirci qualcosa sulla reale bontà della manovra, sicuramente adesso si può già dire che i mercati sono stati convinti dalla credibilità di Monti e che la manovra avrebbe potuto essere più equa e più mirata allo sviluppo e alla crescita.
Ma.
La ricetta magica non esiste e se anche esistesse e Monti la sapesse, non avrebbe potuto attuarla con quella maggioranza estesa che costituisce l'ossigeno di un governo che per terribile forza di cose, deve trovare compromessi con tristi rappresentanti di localismi e piccoli interessi feudali. Patrimoniale, lotta totale all'evasione, abolizione privilegi politici (province,regioni,etc) sono il fulcro rotto di un governo illuminato sostenuto da soli mercenari. Viene quasi da auguararsi che la crisi persista, perché temo che alla prima schiarita dei mercati tutti gli "onorevoli" si stringeranno nei ranghi e si riterranno responsabilmente irresponsabili delle lacrime e sangue di questi giorni, pronti a regalare sogni ricondizionati agli italiani.
Nella speranza che l'esplosione dei partiti e delle alleanze possa garantire ossigeno a questo governo, è doveroso notare come comunque, ci sia stato un segnale forte di cambiamento; non a caso la manovra non piace quasi a nessuno e tutti i partiti hanno da recriminare sulla riduzione del loro piccolo podere.
Un primo ministro che si nega il doppio stipendio, un ministro che piange per sacrifici, una riforma articolata che tocca il marcio dei consiglieri regionali, è un punto di rottura col passato. Non è il punto di rottura che mi augurerei io ovviamente, ma i mercati ne buoni ne cattivi, non regalano 80 punti di spread giornalieri sulla simpatia.
Le riforme strutturrali da fare sono centinaia e si spera non venganono fatte tutte tramite decreti.
Ricordiamoci che in due settimane è stato fatto più di quanto attuato nella scorsa legislatura di centrodestra e di centrosinistra.
La riduzione dei costi della difesa, l'evasione, le dismissioni patrimoniali statali e i privilegi statali devono essere questioni centrali nei prossimi mesi.
Ma qual'è la reale capacità di manovra di un governo senza esercito?
Il rischio, è che la crisi profonda sia l'unica arma che questo governo ha per ricattare chi lo vota malvolentieri.
E ancora: era possibile immaginarsi una manovra migliore considerando chi ancora siede in parlamento?
Probabilmente no.
Questo è stato un inizio per far cassa. Chi pensasse che l'evasione fiscale si combatta e vinca in una settimana fa demagogia. In un mondo idilliaco sarebbe ora obbligatorio aspettarsi una guerra totale sul fronte delle evasioni, ma Alfano e il suo giullare di corte offrirano compromessi attuabili?
Chi si aspetta una rivoluzione sbaglia, questa guarigione ha dei prezzi alti e se il malato ancora non è morto è dovuto agli interessi dei partiti e alla loro consapevolezza: chi fa cadere il governo adesso viene spazzato via alle elezioni.
Comunque...
questo è un paese che è rimasto immobile per 20 anni. E' un paese a pezzi, tutto da ricostruire che ha bisogno di nuove forme di intesa e comunicazione politica.
L'annuncio di uno sciopero di 2 ore è il simbolo dell'inadeguatezza degli strumenti, tutti da riscrivere.
E poi, come fa un governo a dialogare con le parti sociali? Come fa la polizia ad avere oltre 30 rappresentanti sindacali perennemente divisi, persino nello sciopero? Ennesima riprova di un localismo miope incapace di lungimiranza e veduta globale.
Se il mal comune mezzo gaudio tende a consolarvi, sappiate che se l'Italia è in crisi non è detto che il modello della globalizzazione possa reggere ancora a lungo. Mi tocca essere d'accordo con G. Tremonti quando in la paura e la speranza (che non ho letto) afferma che il sistema si è rotto e che l'unica via di fuga è una ricostituzione morale della politica che orienti le proprie decisioni in qualcosa che vada oltre il mero profitto salvaguardando le risorse. (Gliel'avrà scritto qualcuno il libro!)
Il giocattolo della globalizzazione deve rompersi, è solo questione di tempo.
Vivere a debito (degli altri) non è un sistema sostenibile, nessuno mi convincerà del contrario.
Consoliamoci col silenzio dello psiconano, l'assenza dei pareri esperti di Scilipoti e la quiete nei toni della politica fatta una dovuta eccezione per il VIP del Giovanni 23esimo IctusBossi. Date le nostre ventennali abitudini, almeno questo, appare come un dolce momento istituzionale.
Nessuno prima d'ora aveva trovato il coraggio di fare o dire nulla, è servita la più grande crisi economica dal dopoguerra e la minaccia di un default continentale per prendere provvedimenti discutibili ma che certamente sanciscono una tendenza inevitabile: solo chi paga verrà ripagato.
Sarà il tempo a dirci qualcosa sulla reale bontà della manovra, sicuramente adesso si può già dire che i mercati sono stati convinti dalla credibilità di Monti e che la manovra avrebbe potuto essere più equa e più mirata allo sviluppo e alla crescita.
Ma.
La ricetta magica non esiste e se anche esistesse e Monti la sapesse, non avrebbe potuto attuarla con quella maggioranza estesa che costituisce l'ossigeno di un governo che per terribile forza di cose, deve trovare compromessi con tristi rappresentanti di localismi e piccoli interessi feudali. Patrimoniale, lotta totale all'evasione, abolizione privilegi politici (province,regioni,etc) sono il fulcro rotto di un governo illuminato sostenuto da soli mercenari. Viene quasi da auguararsi che la crisi persista, perché temo che alla prima schiarita dei mercati tutti gli "onorevoli" si stringeranno nei ranghi e si riterranno responsabilmente irresponsabili delle lacrime e sangue di questi giorni, pronti a regalare sogni ricondizionati agli italiani.
Nella speranza che l'esplosione dei partiti e delle alleanze possa garantire ossigeno a questo governo, è doveroso notare come comunque, ci sia stato un segnale forte di cambiamento; non a caso la manovra non piace quasi a nessuno e tutti i partiti hanno da recriminare sulla riduzione del loro piccolo podere.
Un primo ministro che si nega il doppio stipendio, un ministro che piange per sacrifici, una riforma articolata che tocca il marcio dei consiglieri regionali, è un punto di rottura col passato. Non è il punto di rottura che mi augurerei io ovviamente, ma i mercati ne buoni ne cattivi, non regalano 80 punti di spread giornalieri sulla simpatia.
Le riforme strutturrali da fare sono centinaia e si spera non venganono fatte tutte tramite decreti.
Ricordiamoci che in due settimane è stato fatto più di quanto attuato nella scorsa legislatura di centrodestra e di centrosinistra.
La riduzione dei costi della difesa, l'evasione, le dismissioni patrimoniali statali e i privilegi statali devono essere questioni centrali nei prossimi mesi.
Ma qual'è la reale capacità di manovra di un governo senza esercito?
Il rischio, è che la crisi profonda sia l'unica arma che questo governo ha per ricattare chi lo vota malvolentieri.
E ancora: era possibile immaginarsi una manovra migliore considerando chi ancora siede in parlamento?
Probabilmente no.
Questo è stato un inizio per far cassa. Chi pensasse che l'evasione fiscale si combatta e vinca in una settimana fa demagogia. In un mondo idilliaco sarebbe ora obbligatorio aspettarsi una guerra totale sul fronte delle evasioni, ma Alfano e il suo giullare di corte offrirano compromessi attuabili?
Chi si aspetta una rivoluzione sbaglia, questa guarigione ha dei prezzi alti e se il malato ancora non è morto è dovuto agli interessi dei partiti e alla loro consapevolezza: chi fa cadere il governo adesso viene spazzato via alle elezioni.
Comunque...
questo è un paese che è rimasto immobile per 20 anni. E' un paese a pezzi, tutto da ricostruire che ha bisogno di nuove forme di intesa e comunicazione politica.
L'annuncio di uno sciopero di 2 ore è il simbolo dell'inadeguatezza degli strumenti, tutti da riscrivere.
E poi, come fa un governo a dialogare con le parti sociali? Come fa la polizia ad avere oltre 30 rappresentanti sindacali perennemente divisi, persino nello sciopero? Ennesima riprova di un localismo miope incapace di lungimiranza e veduta globale.
Se il mal comune mezzo gaudio tende a consolarvi, sappiate che se l'Italia è in crisi non è detto che il modello della globalizzazione possa reggere ancora a lungo. Mi tocca essere d'accordo con G. Tremonti quando in la paura e la speranza (che non ho letto) afferma che il sistema si è rotto e che l'unica via di fuga è una ricostituzione morale della politica che orienti le proprie decisioni in qualcosa che vada oltre il mero profitto salvaguardando le risorse. (Gliel'avrà scritto qualcuno il libro!)
Il giocattolo della globalizzazione deve rompersi, è solo questione di tempo.
Vivere a debito (degli altri) non è un sistema sostenibile, nessuno mi convincerà del contrario.
Consoliamoci col silenzio dello psiconano, l'assenza dei pareri esperti di Scilipoti e la quiete nei toni della politica fatta una dovuta eccezione per il VIP del Giovanni 23esimo IctusBossi. Date le nostre ventennali abitudini, almeno questo, appare come un dolce momento istituzionale.
venerdì 2 dicembre 2011
Quanti giorni mancano all'apocalisse?
Mi scuso per la rudimentalità del blog, nei prossimi mesi, ammesso che non mi prendano al colloquio del tirocinio di oggi pomeriggio, tutto verrà sistemato dal punto di vista della grafica e dei link.
Dogville612 mi sembra un nome per una buona terra di mezzo tra la realtà, cinismo e un prato di valori, con i fiori. Pappa?
Non ho mai impiegato tante forze per cercare di comprendere cosa fare coi risparmi di una vita, non andrò a Lugano lunedì perché purtroppo non è tutto così facile, ma non dubito affatto di andarci. Come un nerd alienato ho studiato le possibili soluzioni tormentato dallo spread, c'è chi mi accusa di non viverla bene, vorrei vedere voi se steste rischiando un futuro grande come una casa, se rischiaste di veder bruciati i sacrifici di una vita non vostra.
L' 8 e il 9 dicembre si saprà realmente quanto rischia l'europa,l'Italia e quindi l'euro. Potrebbe essere come tutti i grandi momenti di profonda crisi, una bellissima opportunità per migliorare, se la Merkel, col suo sacrosanto legittimo potere contrattuale di chi, negli ultimi 10 anni non si è sputtanata soldi, imporrà il veto del "vi salvo a patto che" d'ora in poi ogni stato membro rinunci alla gestione della spesa nazionale che dovrà essere approvata prima da un consiglio finanziario europeo. Sarebbe la vera nascita dell'europa, dove ogni stato ha l'obbligo di essere rigoroso e ridurre il debito annualmente, dove il cialtronismo dei governi dell'Italia e dei Pigs verrebbe fortemente ridotto dove si potrebbe rivedere il ruolo della banca centrale europea. Questo potrebbe dare vita alla seconda economia del pianeta.
Purtroppo, nel qual caso verrà salvaguardato il piccolo orto e la piccola sovranità nazionale o non si troveranno accordi, è probabile che per rivivere il natale per come oggi lo conosciamo passeranno molti anni.
Sembra eccessivo ma se l'europa crolla rischia di crollare il mondo.
Non che voi lo siate, ma vi dò 2 dati a prova di imbecille.
L'Italia tra Gennaio e Febbraio deve rifinanziare il debito emettendo nuovi titoli di stato.
How much? 150 miliardi di euro nel primo trimestre 2012 (230 in totale).
20 a Gennaio e 50 a febbraio. Se lo spread non sarà almeno sotto quota 300 individuate il bancomat più vicino a voi.
Nessuno è contro la patrimoniale, ma se si vuole mantenere speranza, bisogna salvaguardare le piccole e medie imprese.Io non ho un lavoro, lo metto nero su bianco, toccate tutti ma fate rifiatare le aziende. Stracciate l'articolo 18, datemi un indeterminato con possibilità di licenziamento, ma non annegate le piccole medie imprese. Se crolla questo sistema, se si ferma la crescita, cosa me ne farò dei miei previlegi sindacali?
chi di voi immagina gli imprenditori come signorotti arroganti col Cayenne ricordo che lo stato, nei confronti delle piccole medie imprese, ha 90 MILIARDI di debito! (che probabilmente pagherà con buoni del tesoro non avendo liquidità). La manutenzione strade del 2012 in Italia verrà tagliata del 30%, la Francia l'ha tagliata del 3%. La situazione è davvero gravissima.
Siamo più corrotti del Rwanda e questo lo paghiamo in termini di crescita, competitività, tasse dirette, costo del lavoro.
120 miliardi all'anno stimati di evasione.altri 80 se ci sommiamo lavoro nero e danni da corruzione.
In 10 anni si ripiana totalmente il debito pubblico. Di questa evasione ne recuperiamo il 10% contro l'80, 90% di Inghilterra e Francia. Siamo il paese con la più grande forbice al mondo.
Basta non dico altro.
Questo sistema del vivere a debito è irrimediabilmente destinato a fallire, è solo questione di tempo e prima o poi di guerre.E' per questo che l' 8 e il 9 dicembre l'Europa, avrebbe la possibilità di fare la storia. Sanzioni automatiche sul debito, il tutto gestito da ossessionati tedeschi perseguitati dalla stabilità e dallo spettro dell'inflazione.(per altro, al netto del petrolio siamo in deflazione!)Faccio fatica ad augurare di meglio a paesi inadeguati a gestire se stessi come noi e i Pigs.
Intanto Israele pensa all'Iran.
Beh, per ora buon natale.
Dogville612 mi sembra un nome per una buona terra di mezzo tra la realtà, cinismo e un prato di valori, con i fiori. Pappa?
Non ho mai impiegato tante forze per cercare di comprendere cosa fare coi risparmi di una vita, non andrò a Lugano lunedì perché purtroppo non è tutto così facile, ma non dubito affatto di andarci. Come un nerd alienato ho studiato le possibili soluzioni tormentato dallo spread, c'è chi mi accusa di non viverla bene, vorrei vedere voi se steste rischiando un futuro grande come una casa, se rischiaste di veder bruciati i sacrifici di una vita non vostra.
L' 8 e il 9 dicembre si saprà realmente quanto rischia l'europa,l'Italia e quindi l'euro. Potrebbe essere come tutti i grandi momenti di profonda crisi, una bellissima opportunità per migliorare, se la Merkel, col suo sacrosanto legittimo potere contrattuale di chi, negli ultimi 10 anni non si è sputtanata soldi, imporrà il veto del "vi salvo a patto che" d'ora in poi ogni stato membro rinunci alla gestione della spesa nazionale che dovrà essere approvata prima da un consiglio finanziario europeo. Sarebbe la vera nascita dell'europa, dove ogni stato ha l'obbligo di essere rigoroso e ridurre il debito annualmente, dove il cialtronismo dei governi dell'Italia e dei Pigs verrebbe fortemente ridotto dove si potrebbe rivedere il ruolo della banca centrale europea. Questo potrebbe dare vita alla seconda economia del pianeta.
Purtroppo, nel qual caso verrà salvaguardato il piccolo orto e la piccola sovranità nazionale o non si troveranno accordi, è probabile che per rivivere il natale per come oggi lo conosciamo passeranno molti anni.
Sembra eccessivo ma se l'europa crolla rischia di crollare il mondo.
Non che voi lo siate, ma vi dò 2 dati a prova di imbecille.
L'Italia tra Gennaio e Febbraio deve rifinanziare il debito emettendo nuovi titoli di stato.
How much? 150 miliardi di euro nel primo trimestre 2012 (230 in totale).
20 a Gennaio e 50 a febbraio. Se lo spread non sarà almeno sotto quota 300 individuate il bancomat più vicino a voi.
Nessuno è contro la patrimoniale, ma se si vuole mantenere speranza, bisogna salvaguardare le piccole e medie imprese.Io non ho un lavoro, lo metto nero su bianco, toccate tutti ma fate rifiatare le aziende. Stracciate l'articolo 18, datemi un indeterminato con possibilità di licenziamento, ma non annegate le piccole medie imprese. Se crolla questo sistema, se si ferma la crescita, cosa me ne farò dei miei previlegi sindacali?
chi di voi immagina gli imprenditori come signorotti arroganti col Cayenne ricordo che lo stato, nei confronti delle piccole medie imprese, ha 90 MILIARDI di debito! (che probabilmente pagherà con buoni del tesoro non avendo liquidità). La manutenzione strade del 2012 in Italia verrà tagliata del 30%, la Francia l'ha tagliata del 3%. La situazione è davvero gravissima.
Siamo più corrotti del Rwanda e questo lo paghiamo in termini di crescita, competitività, tasse dirette, costo del lavoro.
120 miliardi all'anno stimati di evasione.altri 80 se ci sommiamo lavoro nero e danni da corruzione.
In 10 anni si ripiana totalmente il debito pubblico. Di questa evasione ne recuperiamo il 10% contro l'80, 90% di Inghilterra e Francia. Siamo il paese con la più grande forbice al mondo.
Basta non dico altro.
Questo sistema del vivere a debito è irrimediabilmente destinato a fallire, è solo questione di tempo e prima o poi di guerre.E' per questo che l' 8 e il 9 dicembre l'Europa, avrebbe la possibilità di fare la storia. Sanzioni automatiche sul debito, il tutto gestito da ossessionati tedeschi perseguitati dalla stabilità e dallo spettro dell'inflazione.(per altro, al netto del petrolio siamo in deflazione!)Faccio fatica ad augurare di meglio a paesi inadeguati a gestire se stessi come noi e i Pigs.
Intanto Israele pensa all'Iran.
Beh, per ora buon natale.
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