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giovedì 8 gennaio 2015

Addio cameretta

E' passata una marea di tempo dall'ultimo post e non è per necessità che scrivo ma per dovere.
In questi mesi c'è stato tantissimo.
Pensare che questo forse sarà l'ultimo post scritto da questa cameretta inscatolata mi riempe di serenità.
In un qualche modo un certo modo di vivere, un certo modo di progettare, un certo modo di soffrire e un certo modo di sognare rimarranno qui.
Non sarò mai più così solo.
Ai muri c'è ancora appesa mezzavita, tutta quella vissuta fin'ora: dai quadri con dedica, alle foto di Parigi, ai frammenti di Michale Jackson unico mondo, all'inarrivabile Canalis di settembre 2003.

Il piano è finalmente sgombro da tutto e l'idea è di poterlo risuonare senza dolore, aspettative, costrizioni. Il piano è finalmente mio.

Sto guardando il letto davanti a me e pensavo che i più brutti pensieri della mia vita sono stati fatti proprio lì sopra.
Ho sentito mia madre al di là del muro, distesa per terra in corridoio ormai sfinita, l'ho sentita piangere e urlare dal dolore nella sua camera e dio solo sa quante volte ho immaginato il suo funerale, quante volte ho tentato di coprire tutto con il lettore cd tra le lenzuola. Stesso letto per svegliarmi piangendo, mio zio non c'era più.

Su quel letto però ci sono stati anche i pensieri degli amori profondi.La xmascard sotto le coperte, l'adolescenza come spensieratezza totale. Da quel letto mi son svegliato l'11 settembre 2001, su quel letto non ho dormito la notte prima degli interrail, dell'erasmus. Poi è venuto il periodo di quando confidavo a Pandi che nonostante tu te la tirassi con quello stupido esame di diritto io già un po' ti amavo.


 

Per quel che riguarda la nostra casa grande, nuovissima e incredibilmente vuota dovremmo spendere più di qualche parola sull'allagamento, su quanto siamo stati bravi, su quanto sia stato faticoso. Ma già adesso tutto sembra volato e non importa più.

Mi chiedo come sarà la prima notte, come sarà andare a fare la pipì al buio senza conoscere i muri, mi chiedo che momenti vivremo, come sarà il primo virus gastrointestinale combinato, com sarà tornare dalle vacanze e chissà da dove torneremo.

Immagino spesso di vederti dormire nella nostra camera da letto nel cuore della notte, dove io sono sveglio e fuori piove, e per quanto banale, non trovo nulla di più bello da immaginare.

mercoledì 7 maggio 2014

La seduta di oggi è stata illuminante

Esistono persone che non vogliono essere salvate.

Alle volte, la patologia delle persone intriga la parte irrisolta di noi stessi. 
Proviamo l'innamoramento e poi ne rimaniamo attaccati.
Nel nostro profondo lo sappiamo, l'abbiamo sempre saputo. Siamo noi che non siamo riusciti ad ammettere che non sarebbe cambiato nulla.
Provare ad aggiustare gli altri ci sembra facile ma è provare ad aggiustare noi stessi.
Ed è tutto inutile.

Esiste sempre un vantaggio secondario per le persone che lì vogliono rimanere, a volte sono attenzioni, a volte è altro. Sembra impossibile ma persino restare nella malattia è alettante pur di avere quel qualcosa in cambio.

Le persone non cambiano perché lo vogliamo e non cambiano se non lo vogliono.

Il cambiamento richiede uno sforzo maggiore del restare uguali e occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso.



martedì 29 gennaio 2013

Seghe Mentali

Non ho provato se funziona, la PNL lo consiglia per le seghe mentali.
Direttamente dal blog di Gennaro Romagnoli.

Jeremy Dean ha selezionato 8 consigli dal
lavoro di Wegner...eccoli:
1) Distrazione concentrata: quando siamo
assaliti da un pensiero intrusivo, la prima
cosa che tendiamo a fare è quella di spostare
l'attenzione su più stimoli. Mentre secondo
Wegner bisogna farlo poco, e su di un solo
stimolo. 

2) Evita lo stress: sulla scia dei modi per
"distrarsi", alcune persone si gettano nelle
loro attività...in modo ossessivo. C'è chi
diventa un tossico da lavoro e chi invece
si ammazza di sport... se ti è capitato sai
che non appena ti fermi i pensieri tornano
con ancora più forza. Evita di stressarti
per eliminare i pensieri negativi.

3) Rimanda il pensiero: creare uno spazio a 
cui rimandare i pensieri negativi ad uno spazio 
di "sfogo" dopo 30 minuti, sembra evitare lo
effetto soppressione... che fa tornare le seghe 
mentali con ancora più forza. Prova a dirti...
"ok, ci penso dopo ...ci penso poi...
4) Paradosso: la così detta, prescrizione del
sintomo. E cioè andare in contro al problema
invece che sfuggirlo, se si presenta un pensiero
invece che distrarsi pensando ad altro, mettersi
li e approfondirlo. Spesso la sega mentale si
dissolve quando gli andiamo incontro, questo
è dovuto sia all'effetto espositivo: più sei a
contattato con uno stimolo e meno effetto ha
su di te.. e sia ad un effetto paradosso.

5) Accettare: questo consiglio è simili a quello
precedente. Accettare significa stare li senza fare
niente quando si è assaliti da un pensiero del
genere. Marks e Woods (2005), consigliano di
immaginare il pensiero come una parata lenta di
soldati che passano. I pensieri sono i soldati che
passano, e noi li guardiamo da fuori. Questo è
lo stesso principio della disidentificazione della
mindfulness. Quindi mentre nel punto 4 si affronta
direttamente, qui ci si distacca mentalmente.

6) Meditare: e guarda caso adesso si parla proprio
di meditazione. Per apprendere come staccarsi dal
pensiero è necessaria la pratica meditativa, infatti
non può essere qualcosa di puramente intellettuale.
Jeremy rimanda i suoi lettori ad un post dedicato
alla mindfulness...lo faccio anche io :)

7) Auto-affermazione: su questo non esistono
studi specifici, come per le altre caratteristiche,
ma di certo auto-affermarsi può essere utile per
interrompere le seghe mentali. Ma che cosa vuol
dire? significa pensare ai nostri punti di forza,
alla nostra capacità di creare reti sociali e al
famoso "auto-controllo". Tutte abilità utili per
diminuire le seghe mentali.

8) Scrivici sopra: scrivere è una delle modalità di
auto-aiuto più efficaci in assoluto. Prendere un
pezzo di carta o avere addirittura un quaderno che
dedichiamo alla interruzione di questi pensieri
intrusivi, può essere di enorme aiuto. Il mio
personale consiglio è quello di usare questo
quaderno in due modi...a) usalo come macchina
fotografica, per scattare una rapida foto quando
arriva un pensiero indesiderato...
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