lunedì 26 maggio 2014

#vinconoloro #nonsonoelezionieuropee

Gli elettori amano chi mente e detestano chi dice loro la veritò

Matthew Flinders


 
"io preferisco un ladro capace, ad un onesto ignorante"

"I rappresentanti non possono essere migliori dei rappresentati, perché ne sono espressione"
 
dalla bacheca di FB

Devo tentare obbligatoriamente un'analisi per poter spiegare questa disfatta.
(Qui un'analisi di Scanzi che condivido al 100%.)
Anche se irrazionalmente, mi sento persino peggio del 2008.
Non c'è mai in politica una motivazione che non sia la sconfitta di per se.

Personalmente non credo che questo 40% sia così diverso dal 46% di Berlusconi nel 2008, e purtroppo non lo sarebbe stato neanche se il M5S avesse raggiunto un 50%.
L'elettorato Italiano, a prescinder da cosa si voti dimostra una mediocrità sconcertante e una superficialità avvilente. Sono lontani i tempi di un confronto costruttivo su diversi modi di interpretare le sfide della modernità.

Quello che però mi irrita di più in assoluto è che molti elettori del PD si sentano realmente vincitori, come se avesse vinto la sinistra, come se avesse vinto il partito delle lotte sindacali sulla precarietà, come se questo PD fosse l'unica risposta possibile, come se io e metà dei miei amici avessimo smesso di votare PD perché fosse divertente, non perché avesse smesso totalmente di rappresentarci.

Cominciamo proprio da qui.


meravigliosamente perdere


Addio sinistra. Nel delirio di onnipotenza, nell'incredibile voglia di rivalsa dopo 20 anni di tragiche sconfitte spesso per suicidi interni qualcuno non si è accorto che questo PD non è un partito di sinistra. E tutto il partito si ricordi che senza Renzi e il suo bel faccino, senza il suo essere Berlusconi in tv, alle elezioni non vale nulla. Non per il programma, non per un'idea, non per una qualche capacità concreta riconosciutagli dagli elettori,non un sapore passato di diritti dei lavoratori, non un profilo chiaro di integrità morale, giusto per scomodare Berlinguer.
Ha vinto Renzi, come Silvio prima di lui  e avrebbe vinto dovunque (come il migliore democristiano).

Forza Italia al 16,8. Pluricondannato, ai servizi sociali, interdetto dai pubblici uffici, ha sfasciato un paese dal punto di vista politico e morale, all'età di 78 anni continua a vendere sogni di plastica al 17% degli elettori. Se tutti gli schiavetti venissero richiamati dalla mezz'ora d'aria, la coalizione di centrodestra oggi sarebbe oltre il 30%.

Moderazione. L'elettorato ha bisogno di essere sempre rassicurato. Grillo ha urlato troppo e ha urlato male. Certe frasi hanno letteralmente terrorizzato l'elettorato. La marcia su Roma, gli insulti, la mancanza di sobrietà come costante, l'insulto come intercalare. Mio padre, e come lui sono sicuro milioni di persone, punisce a priori la violenza, anche se solo verbale. La trovo una visione miope, preferisco un vaffanculo ad una rassicurazione fasulla, ma è comunque un dato su cui riflettere. C'è un limite da rispettare anche nel linguaggio evidentemente. Bisogna spiegare che le votazioni democratiche producono i veri colpi di stato e i ducetti coi fucili sono stati sostituiti da sorrisi immacolati, splendidi colletti bianchi e terribili fedine penali; ma non lo si può spiegare urlando.

80€uro. Se quest'obolo facesse parte di un articolata riforma strutturale del mercato del lavoro...diamogli tempo!
Purtroppo è l'unico risultato di 80 giorni di governo a poche settimane dalle elezioni. Risulta più simile ad uno scambio di voto mafioso più che ad una riforma.
Il fascino degli Italiani verso il gioco delle 3 carte poi è senza tempo. Poco importa se quei soldi spettano a chi un lavoro stabile ce l'ha già quando la disoccupazione giovanile è al 40% poco importa che indigenti, p.iva e precari vengano totalmente tagliati fuori. Quando una priorità elettorale disobbedisce ad una priorità reale ci sarebbe bisogno di indgnazione, e invece...
Cosa pensammo dell'abolizione dell'Ici che divenne Imu che diventerà Tares? Nessuna differenza.

 
Ah giusto...eran europee...i 7 punti del movimento

Costruire e sognare. Al di là delle paure suscitate, molte delle quali assolutamente reali, il M5S si è speso troppo poco nell'evidenziare le proposte concrete. Serve più speranza e più campagna elettorale con fact checking dimostrando chi ha votato cosa. Bisogna regalare il sogno oltre le macerie, e questo Grillo non l'ha minimamente fatto. Bisogna rimanere più sui dati reali,cambiare le dialettiche dei talk show, le autoblu su ebay di Renzi sono state un totale fallimento eppure han fatto notizia.

Più M5S Meno Grillo. (e tralascio il mago Casaleggius) Le aspettative di queste elezioni ci portano a considerarlo una sconfitta atroce e così la sento. Ma è un movimento nato dal nulla che vanta un 20% di elettorato che probabilmente lo voterà sempre e comunque d'ora in poi. E' un movimento all'opposizione, concetto che l'Italiano medio identifica come inutile.
Grillo nel bene e nel male è così. Non mi sembra sia diverso da Bellinzona 94, il primo spettacolo teatrale che vidi. Confusionario, impulsivo, istintivo, volgare. Dubito violento. Ora però serve anche altro. Serve più gente del movimento in tv. E' ora che il M5S cresca delle figure autonome e carismatiche.



TV. In questo paese così vecchio e analfabeta non si può prescindere dalla costante presenza nelle televisioni per vincere le elezioni. E quando sei a porta a porta, con quel target da ospizio, la stampante 3D non devi neanche nominarla.

Leader Carismatico. Non si vota il programma, non si vota quel che succede in aula. Si vota solo chi parla e come parla. Se dice una cosa e ne fa un'altra non fa alcuna differenza perché le persone non hanno strumenti per verificarlo, è solo il carisma a fare la differenza.


       non male...

Vergogna. Perché l'elettorato mente prima, dopo, e durante la votazioni? Perché è così inconfessabile ammettere di votare DC, PDL o PD ?

mercoledì 7 maggio 2014

La seduta di oggi è stata illuminante

Esistono persone che non vogliono essere salvate.

Alle volte, la patologia delle persone intriga la parte irrisolta di noi stessi. 
Proviamo l'innamoramento e poi ne rimaniamo attaccati.
Nel nostro profondo lo sappiamo, l'abbiamo sempre saputo. Siamo noi che non siamo riusciti ad ammettere che non sarebbe cambiato nulla.
Provare ad aggiustare gli altri ci sembra facile ma è provare ad aggiustare noi stessi.
Ed è tutto inutile.

Esiste sempre un vantaggio secondario per le persone che lì vogliono rimanere, a volte sono attenzioni, a volte è altro. Sembra impossibile ma persino restare nella malattia è alettante pur di avere quel qualcosa in cambio.

Le persone non cambiano perché lo vogliamo e non cambiano se non lo vogliono.

Il cambiamento richiede uno sforzo maggiore del restare uguali e occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso.



lunedì 17 marzo 2014

Sticky Notes

Devo assolutamente incollare questa nota da qualche parte.
Ho bisogno di traslocare tutto e archiviare, anche le note inutili.

I metodi arroganti e urlati di Grillo possono piacere solo ad un popolo ignorante che fa della semplificazione qualunquista l'unica modalità per la comprensione delle cose. Detto questo, pensare che la forma e la comunicazione siano rappresentative dell'agire politico è forse ancor più ridicolo. Esser storditi da toni pacati ed eloqui interessanti facendo costantemente il contrario a telecamere spente non è più amissibile dopo 20 anni di sogni di plastica.
Hai la stessa maggioranza di ieri, hai fatto l'ennesimo patto col re dei bari ma ti auguro grandissime cose Renzi, per il paese quantomeno.
Purtroppo però, se questa è la coerenza di base, sarà durissima.


“Sai una cosa? Certe persone non vogliono essere salvate. Perchè la salvezza implica un cambiamento. E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore del restare uguali. Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso.”
Grant Morrison


"la scienza avrebbe dovuto rendere la religione obsoleta, ma non è stato così"
Dexter Morgan 


Se un uomo è capace di spaccare a randellate la testa di un cucciolo di foca e poi spellarlo ancora vivo sotto gli occhi terrorizzati della madre, difficilmente saprà essere un uomo sensibile verso gli esseri umani.
Se un uomo è capace di disintegrare a fucilate un uccellino, sparare ad un coniglio, ad un fagiano, ad un capriolo difficilmente sarà capace di condividere la condizione dell’altro.
Se un uomo è capace di sparare nel cranio di un vitello, di un cavallo, di un maiale un proiettile captivo e poi squartarlo e ridurlo a pezzetti, difficilmente saprà essere un uomo capace di nutrire compassione verso la vita e il dolore del prossimo.
Finché un animale sarà recluso, sfruttato, torturato, ucciso, nessun uomo sarà libero e capace di realizzare il vero bene per se stesso e per la comunità di cui fa parte.
E’ l’indifferenza verso il dolore altrui che ha fatto del mondo un luogo di dolore.

Franco Libero Manco (s.j)
 


"Noi siamo un paese senza memoria: il che equivale a dire senza storia. L'Italia rimuove il suo passato prossimo, lo perde nell'oblio televisivo, ne tiene solo i ricordi, i frammenti che potrebbero farle comodo con le sue contorsioni, le sue conversioni"

P.Pasolini

Si impara tutto nella vita. Anche le cose più difficili. Si impara a sorridere quando si perde la voglia di farlo. Si impara a piangere quando per orgoglio non si lascia scendere le lacrime. Si impara a camminare quando le delusioni ci fermano. Si impara a correre quando si vuol raggiungere i sogni e si impara a scegliere chi portare con noi e chi lasciare dietro.
 Silvia Nelli

giovedì 20 febbraio 2014

Indeterminato

Qualche mese fa avevo preparato un post in cui immaginavo questo giorno.
E' un po' diverso da come lo immaginavo, non credo di rendermi ancora conto della portata.
Ci sarebbe molto da scrivere su questo giorno, sulle implicazioni che comporta avere un lavoro a tempo indeterminato in questo momento storico, in questo paese.
E' come finire per sempre il momento di sospensione che durava ormai da troppo tempo.
E' come prendere l'ultimissmo treno per tornare a casa perché grazie a dio, quel treno era in ritardo e non dovrai passare tutta la notte in stazione.
La serenità che questa notizia comporta per la mia vita, la nostra vita, i nostri progetti, le nostre famiglie è qualcosa di davvero enorme.
E in un mondo ideale o anche molto meno ideale, non dovrebbe essere così.
Nella totale impossibilità di scegliere, ho un lavoro che mi piace, con prospettive, con migliaia di benefits di cui ancora non conosco nulla.
L'idea di averlo trovato in questo terrificante deserto mi conferma ancora una volta che al di là dell'impegno, dei primi capelli bianchi, è necessaria tanta, tantissima fortuna.
L'unica nota stonata dalla quale fatico a separarmi oggi è il velo di profonda tristezza per quella che era la mia situazione fino a ieri. Per chi, senza andare lontano il lavoro sta per perderlo, per chi è costretto a trucchetti per sopravvivere e per chi il lavoro l'ha già perso.




Della vita e della morte

Di Selvaggia lucarelli
 
Ieri ho scritto un post sulla Smutniak, sulla tragica meraviglia della vita che va avanti, visto che Kasia è incinta dopo la tragedia della morte di Taricone. Lo so che non esiste una classifica del dolore, ma in questa storia di elementi particolarmente dolorosi ce ne sono davvero tanti: Pietro e la sua giovane età, un successo stordente e poi la discesa, il paracadutismo che era una passione di Kasia trasmessa a Pietro, l'incidente con lei che si era lanciata subito dopo, la figlia che era lì, sul campo ad aspettarlo e la morte che era arrivata poco dopo. E poi una donna che s'è ritrovata vedova del proprio marito e ammogliata col dolore, il senso di colpa, la responsabilità di una figlia. Devastazione pura. Ora io mi domando. Come può certa gente misera e meschina venire qui a sputare veleno e bestialità varie, giudicando una donna a cui la vita ha concesso una seconda possibilità di felicità? Felicità per lei, per la figlia di Pietro e per la vita che sta per nascere. Che gente siete? Il lutto è un dolore, non una condanna. La morte di chi amiamo non va espiata con l'infelicità di chi resta, poveracci che non siete altro. L'amore per chi si è perso si ritrova nella vita che va avanti, nei nuovi pezzi che la compongono, nei ricordi che si mescolano al nuovo. E nell'incanto di una pancia che cresce, che si fa rotonda, dopo che la vita l'ha presa a morsi.
Davvero, siete dei poveracci. E a voi una seconda possibilità la vita non la concederà mai, perchè con la veletta nera sugli occhi per esibire il lutto, guardate solo la terra che calpestate, senza accorgervi della meraviglia del cielo che cambia sulla vostra testa.
Siete già dei morti, che giudicano chi sceglie, con coraggio, di celebrare la vita, pur conoscendone la crudeltà meglio di voi.

venerdì 10 gennaio 2014

ANALFABETI

Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o il comunista convinto, ma l'individuo per il quale la distinzione fra realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più. (Hannah Arendt)


Tralasciate ogni riflessione politica.
Un paese analfabeta è manipolabile, incapace di distinguere il vero dal falso, incapace di creare un senso critico proprio.
Ecco spiegata l'Italia e gli Italiani.

Più della maggioranza degli italiani, il 70 per cento, non ha le minime competenze necessarie per vivere e lavorare nel ventunesimo secolo. Solo una parte minoritaria raggiunge il secondo livello sia nelle competenze alfabetiche (42 per cento) sia in quelle matematiche (39 per cento), mentre quasi tre italiani su dieci sono al primo livello o anche al di sotto nei due ambiti di competenza.  

Per competenze minime alfabetiche si intende la capacità di leggere dei testi brevi per cogliere un’informazione che contengono, comprendere un vocabolario di base o il significato di una frase e leggere in modo scorrevole. Mentre per poter dire di possedere delle minime competenze matematiche bisogna risolvere operazioni aritmetiche di base, capire percentuali semplici e identificare elementi in semplici grafici o tabelle.

FONTE : Rapporto OCSE


venerdì 8 novembre 2013

Donate a Wikpedia!

Credo che Wikipedia rappresenti una delle sperande più grandi del pianeta.
E' una speranza a bassissimo costo. Oltre alla donazione potete donare anche il 5*1000.


Sei grande! Grazie davvero per aver donato alla Wikimedia Foundation!
È in questo modo che paghiamo le bollette: grazie a persone come te che donano cinque, venti, cento dollari. La mia donazione preferita dell'anno scorso è stata quella di una bambina dall'Inghilterra, che aveva convinto i genitori a lasciarla donare la propria paghetta di cinque sterline. È gente come te, partecipando come quella ragazzina, che rende possibile per Wikipedia continuare a fornire un accesso libero e semplice a informazioni imparziali per ciascuno in tutto il mondo: sia per coloro che aiutano a pagarla, sia per chi non può permettersi di aiutarla. Un grande ringraziamento!
So che è facile ignorare i nostri appelli: sono contento che tu non lo abbia fatto. Da me e dalle decine di migliaia di volontari che scrivono Wikipedia: grazie per averci aiutato a rendere il mondo un luogo migliore. Useremo il tuo denaro con cura, e ti ringrazio di nuovo per la fiducia che hai riposto in noi.
Grazie,

Sue Gardner
Direttore Esecutivo della Wikimedia Foundation

 



Grazie per la tua donazione alla Wikimedia Foundation. È stata davvero apprezzata di cuore!
È facile ignorare i nostri banner, perciò sono davvero felice che tu non l'abbia fatto. È così che Wikipedia paga le proprie bollette: persone come te che donano un po' del loro denaro per permetterci di mantenere questo sito disponibile gratuitamente in tutto il mondo.
Molte persone mi hanno detto che donano a Wikipedia perché lo considerano un atto utile, e si fidano del progetto anche se non è perfetto, perché è scritto per loro. Wikipedia non è fatta per supportare una qualche agenzia di pubbliche relazioni o una particolare ideologia, né cerca di persuadere le persone a credere in qualcosa che non sia vero. Il nostro obiettivo è dire la verità, e lo possiamo fare grazie a te. Il tuo supporto economico al sito ci permette di restare indipendenti e di fornirti ciò di cui hai bisogno e ciò che vuoi da Wikipedia. Esattamente come è giusto che sia.
È necessario che tu sappia che la tua donazione non copre solamente i costi correlati al tuo uso del progetto. Il donatore medio copre i costi del proprio utilizzo ma anche per quello di migliaia di altre persone. La tua donazione rende Wikipedia utilizzabile da tutti: un'ambiziosa bambina di Bangalore che sta imparando da autodidatta a programmare al computer; una casalinga di mezza età di Vienna alla quale è stato appena diagnosticato il morbo di Parkinson; un romanziere che sta studiando la letteratura britannica di metà Ottocento; un bambino salvadoregno di dieci anni che ha appena scoperto Carl Sagan.
A nome di queste persone e del mezzo miliardo di altri lettori di Wikipedia e i suoi progetti fratelli, ti ringrazio per il tuo supporto al nostro impegno nel rendere la conoscenza umana disponibile per tutti. La tua donazione rende il mondo un posto migliore. Grazie.
La maggior parte delle persone non sa che Wikipedia funziona come un'associazione no profit. Magari potresti occuparti di diffondere questa e-mail a qualche tuo amico per incoraggiare anche loro ad effettuare una donazione. E se sei interessato, puoi provare tu stesso ad aggiungere qualche nuova informazione a Wikipedia. Se trovi un refuso o qualche piccolo errore, correggilo; se trovi qualche informazione mancante, aggiungila.
Apprezzo molto la fiducia che ci hai accordato, e prometto che utilizzeremo il tuo denaro al meglio.
Grazie,
Sue


Sue Gardner
Direttore esecutivo,
Fondazione Wikimedia

martedì 29 ottobre 2013

Questioni di scala

Ora, senza affossare la comprensione del mondo ad un totale disarmante e assoluto relativismo, mi chiedo se davvero si possa parlare della stessa cosa pensando pure di essere capiti.
Più semplicemente mi chiedo quanto gli strumenti e le sensibilità personali possano modificare a priori il giudizio e la comprensione di un'opera d'arte.
Ancor più semplicemente, a prescindere che possa esser piaciuto o meno a volte uno ha la sensazione di non aver capito un cazzo, o di non aver gli strumenti per capire a fondo, o aver la sensazione che quell'opera non è per lui, o che semplicemente quell'opera è un esercizio di stile di compiacimento da parte dell'autore.
Non è il caso specifico di tutto quanto sopra, ma guardando "La Grande Bellezza" il concetto di relativismo è alquanto spiazzante, soprattutto se si va a leggere qui  cercando di capire meglio.




La Grande Bellezza è la sintomatica conferma, e cristallizzazione, di una “tendenza” incapace oramai di occultare un’assenza di sguardo, di prospettive, non solo di risposte ma di domande.
Potremmo chiamare questa tendenza “barocchesco”: un profluvio di movimenti di macchina e di effetti senza affetti, un bozzettismo avvilente, un grottesco che ottunde le asperità invece di potenziarle[...]
[...]Ciò che annichilisce di questa Grande Bellezza è proprio la patologica ingenuità del suo autore, un’ingenuità che tuttavia è raggelante ma certo non sorprendente, essendo Sorrentino un reciDivo. Gli slanci prometeici si risolvono in cadute clamorose e rovinose: un fuoco (fatuo) di fila di sequenze che si vorrebbero esemplari ma che restano alla “superficie del superficiale”
Oltre ad essere irritante e compiaciuto ai limiti dell’onanismo nella messa in scena del “dentro”, La Grande Bellezza delude anche come traversata della città eterna: una stucchevole “passeggiata” che si vorrebbe felliniana, ma che al massimo sarà ricordata come una versione intra muros del Granderaccordoanulare di guzzantiana memoria.[...]

giovedì 17 ottobre 2013

18 Life Lessons Learned From Traveling The World

1. It’s not that hard.

Every day, people get up, go out the door to travel the world, and survive and thrive. Kids as young as 18 make their way around the world without any problems. All that worrying and fear I had before my trip was for naught – this traveling thing is a lot easier than people make it out to be. You’re not the first person to do it and there is a well-worn trail that makes it easy for first times to find their way. If an 18 year can do it, so can you.

2. You learn a lot of life skills.

People who travel a better adjusted and less socially anxious people and traveling around the world has taught me to how to be more social, be adept and more flexible, and, most importantly, understand non-verbal communication a lot better. It has made me more independent, more open, and, overall, just a better person. There’s no reason to be scared that you might not have “it” in you. You’d be surprised how often you’ll surprise yourself.

3. You are never alone.

It may seem scary just throwing yourself out there and talking to strangers, but we are all strangers in a strange land. At the end of the day, everyone is very friendly. It took me a while to get used to just saying “hello” to strangers, but now it seems like second nature. Everyone is just like you – they are alone in a strange place and are looking for others to be with. People travel to meet other people and that means you. Don’t be afraid to approach other travelers and locals. You’ll find that when you travel alone, you’ll never really be alone.


4. You meet some of your closest friends traveling.

Whether it was in a restaurant in Vietnam, on a boat in Thailand, or walking into a hostel in Spain, when I least expected (or wanted) to meet people was when I met the best and developed the longest lasting relationships. And even though you may not see them for years, you still end up at their wedding, Christmas dinner, or family celebration. Distance and time cannot break the bond you formed.

5. Relationships come and go on the road.

I’ve met lots of people on the road, including members of the opposite sex I’ve found attractive. But the nature of travel doesn’t always lend itself to long-term romantic relationships. It’s hard to make something last when everyone moves in different directions and holidays end. If you get too attached too often, you’ll have nothing but heartache as people come and go. But I’ve realized you need to simply enjoy your time together and live in the moment. Dwelling on the future will only keep you from making that leap.

6. But chase the ones you like.

Yet once in a while, you’ll find someone you really connect with. Meaningful romance on the road does happen. And when you have nowhere to be and no place to go other than where you want, sometimes there is no reason not to follow. Don’t force yourself to say another good-bye if you don’t have to. Pursue it even if the distance seems too vast and the circumstances not right, because you never know where it could lead or how long it might last because, once in a while you meet the one and when you do, you should do everything you can to stay with them.


7. It’s good to try new things.

I used to be a very rigid person, but traveling has helped me loosen up and expand my worldview. I’ve pushed myself to the limit, eaten new food, taken cooking classes, learned magic tricks, new languages, tried to conquer my fear of heights, and challenged my established views. Travel is all about breaking out of your comfort zone and enjoying all the world has to offer.

8. Be adventurous.

Doing the canyon swing was tough. So was jumping off the boat in the Galapagos. As was eating the maggots in Thailand and caterpillars in Africa. Then I got my butt kicked in Thai boxing. And, while I won’t do most of those ever again, I don’t regret trying new things. Scare yourself once in a while. It makes life less dull.

9. There is no such thing as a mistake.

No matter what happens on the road, it’s never a mistake. As was once said, “your choices are half chance, and so are everybody else’s.” When you go with the flow and let the road just unfold ahead of you, there’s no reason to have regrets or think you made a mistake. You make the best decisions you can and, in the end, the journey is the adventure.


10. Don’t be cheap.

When you travel on a budget and need to make your money last, it’s easy to be cheap. But why live like a pauper at home while you save so you can skip the food in Italy, the wine in France, or a sushi meal in Japan? While it is good to be frugal, it’s also important to splurge and not miss out on doing once-in-a-lifetime things. Who knows when you will get another chance to dive in Fiji?! Take every opportunity.

11. That being said, don’t be wasteful.

But remember you aren’t made of money, so don’t always feel like you need to party with your new friends every night or do every activity in a new place. Sometimes it’s OK just to sit around and relax or cook your own meal. Be frugal, but not cheap.

12. Drop the guidebook.

Don’t be so glued to a book. You can travel fine without it, especially with so many good alternatives on the Internet these days. You’ll buy it and hardly use it anyway. Just ask people for tips and information. That will be your best source of information, especially for those off-the-beaten track destinations and hole-in-the-wall restaurants that no one’s ever heard of but serve the best food you can imagine.


13. It’s never too late to change.

Even if you aren’t the traveler or person you want to be in your head, it’s never too late to change. Travel is all about change. The more you say “tomorrow,” the less likely it is that tomorrow will ever come. Traveling has shown me aspects of my personality I wish I didn’t have and also shown me I’m really lazy. I’ve always lived by the phrase “Carpe Diem” but sometimes I don’t really do it. It’s never too late though and realizing that has made being more pro-active a lot easier.

14. Relax.

Life is amazing. There’s no reason to worry. The universe unfolds as it should. Relax and just go with it. You can’t change the future – it hasn’t happened yet. Just make the best decisions you can today and enjoy the moment. Don’t get caught up trying to see all the “must sees.” There’s nothing wrong with spending a day playing games, reading a book, or lounging by the pool.

15. Learn more languages (seriously).

There’re some great benefits to not knowing the local language – like miming out “chicken” to let the lady know you want eggs for breakfast – but learning languages is very helpful when you travel, and works out great when you meet other travelers. There’s also nothing like surprising people by speaking their language. Moreover, knowing basic phrases will endear you to locals who will appreciate the fact you went the extra mile. You’ll find people will be much more helpful, even if you struggle to say hello.

16. Wear more sunscreen.

Seriously. Science has proven it helps, and with all that beach time you do when you travel, you could always use a little more. Being tan is great. Having skin cancer is not. SPF up.

17. People are good.

All over the world, I have encountered amazing people who have not only changed my life but have gone out of their way to help me. It’s taught me that the old saying is true – you can always depend on the kindness of strangers. My friend Greg taught me long ago not to be guarded against strangers. That experience when I first started traveling changed everything and when you travel with an open heart, unexpected goodness will happen. 99.9999% of the people in the world aren’t murders, rapists, or thieves. There’s no reason to assume someone is one. Sometimes people are just trying to be friendly.

18. There’s no such thing as must-see.

This is your trip. No one else’s. Everyone’s journey is their own. Do what you want, when you want, and for how long you want. Don’t let anyone tell you aren’t a real traveler for skipping the Louvre, avoiding some little town in Peru, or deciding to party in Thailand. This your journey. You owe no one an explanation.
I’ve learned more about the world and myself in the last seven years of travel than I had in the previous 25 years of my life. No matter what happens in the future, I know that travel has taught me life lessons I never would have learned had I stayed in my cubicle job.
Find a way to travel as often has you can to all the destinations you dream about.  They will change your life.
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...