Il suddito ideale del regime totalitario non è il nazista convinto o
il comunista convinto, ma l'individuo per il quale la distinzione fra
realtà e finzione, fra vero e falso non esiste più. (Hannah Arendt)
Tralasciate ogni riflessione politica.
Un paese analfabeta è manipolabile, incapace di distinguere il vero dal falso, incapace di creare un senso critico proprio.
Ecco spiegata l'Italia e gli Italiani.
Più della maggioranza degli italiani, il 70 per cento, non ha le minime
competenze necessarie per vivere e lavorare nel ventunesimo secolo. Solo
una parte minoritaria raggiunge il secondo livello sia nelle competenze
alfabetiche (42 per cento) sia in quelle matematiche (39 per cento),
mentre quasi tre italiani su dieci sono al primo livello o anche al di
sotto nei due ambiti di competenza.
Per competenze minime alfabetiche si intende la capacità di leggere dei
testi brevi per cogliere un’informazione che contengono, comprendere un
vocabolario di base o il significato di una frase e leggere in modo
scorrevole. Mentre per poter dire di possedere delle minime competenze
matematiche bisogna risolvere operazioni aritmetiche di base, capire
percentuali semplici e identificare elementi in semplici grafici o
tabelle.
FONTE : Rapporto OCSE
venerdì 10 gennaio 2014
mercoledì 20 novembre 2013
venerdì 8 novembre 2013
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E' una speranza a bassissimo costo. Oltre alla donazione potete donare anche il 5*1000.
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È in questo modo che paghiamo le bollette: grazie a persone come te che donano cinque, venti, cento dollari. La mia donazione preferita dell'anno scorso è stata quella di una bambina dall'Inghilterra, che aveva convinto i genitori a lasciarla donare la propria paghetta di cinque sterline. È gente come te, partecipando come quella ragazzina, che rende possibile per Wikipedia continuare a fornire un accesso libero e semplice a informazioni imparziali per ciascuno in tutto il mondo: sia per coloro che aiutano a pagarla, sia per chi non può permettersi di aiutarla. Un grande ringraziamento!
So che è facile ignorare i nostri appelli: sono contento che tu non lo abbia fatto. Da me e dalle decine di migliaia di volontari che scrivono Wikipedia: grazie per averci aiutato a rendere il mondo un luogo migliore. Useremo il tuo denaro con cura, e ti ringrazio di nuovo per la fiducia che hai riposto in noi.
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Sue Gardner
Direttore Esecutivo della Wikimedia Foundation
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Molte persone mi hanno detto che donano a Wikipedia perché lo considerano un atto utile, e si fidano del progetto anche se non è perfetto, perché è scritto per loro. Wikipedia non è fatta per supportare una qualche agenzia di pubbliche relazioni o una particolare ideologia, né cerca di persuadere le persone a credere in qualcosa che non sia vero. Il nostro obiettivo è dire la verità, e lo possiamo fare grazie a te. Il tuo supporto economico al sito ci permette di restare indipendenti e di fornirti ciò di cui hai bisogno e ciò che vuoi da Wikipedia. Esattamente come è giusto che sia.
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A nome di queste persone e del mezzo miliardo di altri lettori di Wikipedia e i suoi progetti fratelli, ti ringrazio per il tuo supporto al nostro impegno nel rendere la conoscenza umana disponibile per tutti. La tua donazione rende il mondo un posto migliore. Grazie.
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Apprezzo molto la fiducia che ci hai accordato, e prometto che utilizzeremo il tuo denaro al meglio.
Grazie,
Sue
Sue Gardner
Direttore esecutivo,
Fondazione Wikimedia
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Grazie,
Sue Gardner
Direttore Esecutivo della Wikimedia Foundation
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Grazie,
Sue
Sue Gardner
Direttore esecutivo,
Fondazione Wikimedia
martedì 29 ottobre 2013
Questioni di scala
Ora, senza affossare la comprensione del mondo ad un totale disarmante e assoluto relativismo, mi chiedo se davvero si possa parlare della stessa cosa pensando pure di essere capiti.
Più semplicemente mi chiedo quanto gli strumenti e le sensibilità personali possano modificare a priori il giudizio e la comprensione di un'opera d'arte.
Ancor più semplicemente, a prescindere che possa esser piaciuto o meno a volte uno ha la sensazione di non aver capito un cazzo, o di non aver gli strumenti per capire a fondo, o aver la sensazione che quell'opera non è per lui, o che semplicemente quell'opera è un esercizio di stile di compiacimento da parte dell'autore.
Non è il caso specifico di tutto quanto sopra, ma guardando "La Grande Bellezza" il concetto di relativismo è alquanto spiazzante, soprattutto se si va a leggere qui cercando di capire meglio.
La Grande Bellezza è la sintomatica conferma, e cristallizzazione, di una “tendenza” incapace oramai di occultare un’assenza di sguardo, di prospettive, non solo di risposte ma di domande.
Potremmo chiamare questa tendenza “barocchesco”: un profluvio di movimenti di macchina e di effetti senza affetti, un bozzettismo avvilente, un grottesco che ottunde le asperità invece di potenziarle[...]
[...]Ciò che annichilisce di questa Grande Bellezza è proprio la patologica ingenuità del suo autore, un’ingenuità che tuttavia è raggelante ma certo non sorprendente, essendo Sorrentino un reciDivo. Gli slanci prometeici si risolvono in cadute clamorose e rovinose: un fuoco (fatuo) di fila di sequenze che si vorrebbero esemplari ma che restano alla “superficie del superficiale”
Oltre ad essere irritante e compiaciuto ai limiti dell’onanismo nella messa in scena del “dentro”, La Grande Bellezza delude anche come traversata della città eterna: una stucchevole “passeggiata” che si vorrebbe felliniana, ma che al massimo sarà ricordata come una versione intra muros del Granderaccordoanulare di guzzantiana memoria.[...]
Più semplicemente mi chiedo quanto gli strumenti e le sensibilità personali possano modificare a priori il giudizio e la comprensione di un'opera d'arte.
Ancor più semplicemente, a prescindere che possa esser piaciuto o meno a volte uno ha la sensazione di non aver capito un cazzo, o di non aver gli strumenti per capire a fondo, o aver la sensazione che quell'opera non è per lui, o che semplicemente quell'opera è un esercizio di stile di compiacimento da parte dell'autore.
Non è il caso specifico di tutto quanto sopra, ma guardando "La Grande Bellezza" il concetto di relativismo è alquanto spiazzante, soprattutto se si va a leggere qui cercando di capire meglio.
La Grande Bellezza è la sintomatica conferma, e cristallizzazione, di una “tendenza” incapace oramai di occultare un’assenza di sguardo, di prospettive, non solo di risposte ma di domande.
Potremmo chiamare questa tendenza “barocchesco”: un profluvio di movimenti di macchina e di effetti senza affetti, un bozzettismo avvilente, un grottesco che ottunde le asperità invece di potenziarle[...]
[...]Ciò che annichilisce di questa Grande Bellezza è proprio la patologica ingenuità del suo autore, un’ingenuità che tuttavia è raggelante ma certo non sorprendente, essendo Sorrentino un reciDivo. Gli slanci prometeici si risolvono in cadute clamorose e rovinose: un fuoco (fatuo) di fila di sequenze che si vorrebbero esemplari ma che restano alla “superficie del superficiale”
Oltre ad essere irritante e compiaciuto ai limiti dell’onanismo nella messa in scena del “dentro”, La Grande Bellezza delude anche come traversata della città eterna: una stucchevole “passeggiata” che si vorrebbe felliniana, ma che al massimo sarà ricordata come una versione intra muros del Granderaccordoanulare di guzzantiana memoria.[...]
giovedì 17 ottobre 2013
18 Life Lessons Learned From Traveling The World
By
Matthew Kepnes , here.
1. It’s not that hard.
Every day, people get up, go out the door to travel the world, and survive and thrive. Kids as young as 18 make their way around the world without any problems. All that worrying and fear I had before my trip was for naught – this traveling thing is a lot easier than people make it out to be. You’re not the first person to do it and there is a well-worn trail that makes it easy for first times to find their way. If an 18 year can do it, so can you.2. You learn a lot of life skills.
People who travel a better adjusted and less socially anxious people and traveling around the world has taught me to how to be more social, be adept and more flexible, and, most importantly, understand non-verbal communication a lot better. It has made me more independent, more open, and, overall, just a better person. There’s no reason to be scared that you might not have “it” in you. You’d be surprised how often you’ll surprise yourself.3. You are never alone.
It may seem scary just throwing yourself out there and talking to strangers, but we are all strangers in a strange land. At the end of the day, everyone is very friendly. It took me a while to get used to just saying “hello” to strangers, but now it seems like second nature. Everyone is just like you – they are alone in a strange place and are looking for others to be with. People travel to meet other people and that means you. Don’t be afraid to approach other travelers and locals. You’ll find that when you travel alone, you’ll never really be alone.4. You meet some of your closest friends traveling.
Whether it was in a restaurant in Vietnam, on a boat in Thailand, or walking into a hostel in Spain, when I least expected (or wanted) to meet people was when I met the best and developed the longest lasting relationships. And even though you may not see them for years, you still end up at their wedding, Christmas dinner, or family celebration. Distance and time cannot break the bond you formed.5. Relationships come and go on the road.
I’ve met lots of people on the road, including members of the opposite sex I’ve found attractive. But the nature of travel doesn’t always lend itself to long-term romantic relationships. It’s hard to make something last when everyone moves in different directions and holidays end. If you get too attached too often, you’ll have nothing but heartache as people come and go. But I’ve realized you need to simply enjoy your time together and live in the moment. Dwelling on the future will only keep you from making that leap.6. But chase the ones you like.
Yet once in a while, you’ll find someone you really connect with. Meaningful romance on the road does happen. And when you have nowhere to be and no place to go other than where you want, sometimes there is no reason not to follow. Don’t force yourself to say another good-bye if you don’t have to. Pursue it even if the distance seems too vast and the circumstances not right, because you never know where it could lead or how long it might last because, once in a while you meet the one and when you do, you should do everything you can to stay with them.7. It’s good to try new things.
I used to be a very rigid person, but traveling has helped me loosen up and expand my worldview. I’ve pushed myself to the limit, eaten new food, taken cooking classes, learned magic tricks, new languages, tried to conquer my fear of heights, and challenged my established views. Travel is all about breaking out of your comfort zone and enjoying all the world has to offer.8. Be adventurous.
Doing the canyon swing was tough. So was jumping off the boat in the Galapagos. As was eating the maggots in Thailand and caterpillars in Africa. Then I got my butt kicked in Thai boxing. And, while I won’t do most of those ever again, I don’t regret trying new things. Scare yourself once in a while. It makes life less dull.9. There is no such thing as a mistake.
No matter what happens on the road, it’s never a mistake. As was once said, “your choices are half chance, and so are everybody else’s.” When you go with the flow and let the road just unfold ahead of you, there’s no reason to have regrets or think you made a mistake. You make the best decisions you can and, in the end, the journey is the adventure.10. Don’t be cheap.
When you travel on a budget and need to make your money last, it’s easy to be cheap. But why live like a pauper at home while you save so you can skip the food in Italy, the wine in France, or a sushi meal in Japan? While it is good to be frugal, it’s also important to splurge and not miss out on doing once-in-a-lifetime things. Who knows when you will get another chance to dive in Fiji?! Take every opportunity.11. That being said, don’t be wasteful.
But remember you aren’t made of money, so don’t always feel like you need to party with your new friends every night or do every activity in a new place. Sometimes it’s OK just to sit around and relax or cook your own meal. Be frugal, but not cheap.12. Drop the guidebook.
Don’t be so glued to a book. You can travel fine without it, especially with so many good alternatives on the Internet these days. You’ll buy it and hardly use it anyway. Just ask people for tips and information. That will be your best source of information, especially for those off-the-beaten track destinations and hole-in-the-wall restaurants that no one’s ever heard of but serve the best food you can imagine.13. It’s never too late to change.
Even if you aren’t the traveler or person you want to be in your head, it’s never too late to change. Travel is all about change. The more you say “tomorrow,” the less likely it is that tomorrow will ever come. Traveling has shown me aspects of my personality I wish I didn’t have and also shown me I’m really lazy. I’ve always lived by the phrase “Carpe Diem” but sometimes I don’t really do it. It’s never too late though and realizing that has made being more pro-active a lot easier.14. Relax.
Life is amazing. There’s no reason to worry. The universe unfolds as it should. Relax and just go with it. You can’t change the future – it hasn’t happened yet. Just make the best decisions you can today and enjoy the moment. Don’t get caught up trying to see all the “must sees.” There’s nothing wrong with spending a day playing games, reading a book, or lounging by the pool.15. Learn more languages (seriously).
There’re some great benefits to not knowing the local language – like miming out “chicken” to let the lady know you want eggs for breakfast – but learning languages is very helpful when you travel, and works out great when you meet other travelers. There’s also nothing like surprising people by speaking their language. Moreover, knowing basic phrases will endear you to locals who will appreciate the fact you went the extra mile. You’ll find people will be much more helpful, even if you struggle to say hello.16. Wear more sunscreen.
Seriously. Science has proven it helps, and with all that beach time you do when you travel, you could always use a little more. Being tan is great. Having skin cancer is not. SPF up.17. People are good.
All over the world, I have encountered amazing people who have not only changed my life but have gone out of their way to help me. It’s taught me that the old saying is true – you can always depend on the kindness of strangers. My friend Greg taught me long ago not to be guarded against strangers. That experience when I first started traveling changed everything and when you travel with an open heart, unexpected goodness will happen. 99.9999% of the people in the world aren’t murders, rapists, or thieves. There’s no reason to assume someone is one. Sometimes people are just trying to be friendly.18. There’s no such thing as must-see.
This is your trip. No one else’s. Everyone’s journey is their own. Do what you want, when you want, and for how long you want. Don’t let anyone tell you aren’t a real traveler for skipping the Louvre, avoiding some little town in Peru, or deciding to party in Thailand. This your journey. You owe no one an explanation.I’ve learned more about the world and myself in the last seven years of travel than I had in the previous 25 years of my life. No matter what happens in the future, I know that travel has taught me life lessons I never would have learned had I stayed in my cubicle job.
Find a way to travel as often has you can to all the destinations you dream about. They will change your life.
venerdì 16 agosto 2013
The Scale of the Universe
Dalle forme (teorizzate) più piccole della materia al massimo dell'universo osservabile.
Il fascino di questo semplice sito rimane immutato da anni.
Il fascino di questo semplice sito rimane immutato da anni.
domenica 28 luglio 2013
Spring Brakers: ovvero il gangster che suona Britney Spears al pianoforte
Tranne che per la fotografia, il tripudio di vagine bagnate dei primi 20 minuti, il petting prepornografico che ogni uomo vive guardando quelle feste, le erezioni al pensiero di poter (ri)vivere i 18 anni in feste che mai neanche lontanamente hanno assomigliato a quelle...
Insomma, fatto salvo per la masturbazione, e/o il rammarico di non aver visto nulla di simile se non in tv, il film presenta anche un ganster di Miami che suona Britney Spears al piano, qualsiasi considerazione o analisi del film sarebbe quindi eccessiva vista la ridicolaggine del tutto.
Unico appunto, la cultura del porno è cultula dello stupro ma vive in una sua dimensione assurda e irreale. Banalizzare l'immagine delle adolescenti in bikini così avvicina ancor di più i deboli di mente all'idea che vabbé, in fondo, magari perché si è bevuto, non è poi così grave.
QUI, qualche foto di un reale Spring Broke.
Insomma, fatto salvo per la masturbazione, e/o il rammarico di non aver visto nulla di simile se non in tv, il film presenta anche un ganster di Miami che suona Britney Spears al piano, qualsiasi considerazione o analisi del film sarebbe quindi eccessiva vista la ridicolaggine del tutto.
Unico appunto, la cultura del porno è cultula dello stupro ma vive in una sua dimensione assurda e irreale. Banalizzare l'immagine delle adolescenti in bikini così avvicina ancor di più i deboli di mente all'idea che vabbé, in fondo, magari perché si è bevuto, non è poi così grave.
QUI, qualche foto di un reale Spring Broke.
lunedì 22 luglio 2013
Violenza
Ho
ricevuto una quantità impressionante e preoccupante di messaggi di
donne che mi raccontano storie di violenza domestica che farebbero
dormire male la notte anche il peggior orco. Ne ho scelta una, dura,
scritta meravigliosamente, dolorosissima. (ho chiesto il permesso di
pubblicarla, ovviamente) E grazie a tutte voi che avete scelto di
condividere le vostre storie con me. Eccola:
Selvaggia buonasera.
Mi ritrovo in una calda sera estiva a scriverti, come se tu, attraverso
e tue schiette considerazione riguardo il caso di Anna Laura, potessi
essere in grado di esorcizzare il mio di incubo.
Credo che siano
molte le donne che in queste ore abbiano deciso di utilizzare il tuo
coraggio, la tua non paura del giudizio a mero scopo egoistico e
terapeutico.
Sono Paola, ho 37 anni e un incubo: la mia violenza subita, inconfessata e impunita.
Non mi aspetto una risposta, non mi serve.
Il mio lato malato, succube e fortunatamente passato, ha bisogno di un
atto di egoistico di protagonismo e so, che nel solo gesto di scriverti
otterrò ciò che aspetto da anni: l'essere ascoltata senza giudizio.
E cosi ritorno Paola, 22 anni e la paura come compagna fissa.
La relazione, via di fuga ad una famiglia in condizioni economiche
disperate, il peso di una coppia genitoriale anaffettiva e spenta
dall'anoressia di una madre e dall'alcolismo di un padre assente e
depresso.
Ritorno Paola, 22 anni una valigia e il mio primo
appartamento, la prima relazione presa al volo, come a determinare la
mia indipendenza.
Lui, l'uomo, l'ex tossicodipendente, incapace di affrontare la vita dopo la dipendenza di sei anni alla comunità.
La sottile dipendenza psicologica, non la spiego non serve, l'ho subita e subita.
Perdoni, cambierò, lo faccio per amore... parole trite, conosciute ad
ogni donna che sente quella forza che si chiama salavataggio.
taglio
corto, i fatti coincisi: segregazione, interruzione dei contatti
familiari e di amicizia, senso di inadeguatezza e colpa...
legame forte e gravidanza: calcipugnisberle, una sequenza interminabile intervallata da pentimenti "ho bisogno di te..."
Fino a che...
Sono consapevole di scrivere in modo inconcludente e sgrammaticato, non
mi interessa, non rileggerò e non correggerò questa mia missiva, non mi
interessa farlo.
il punto é un'altro!
una coltellata al viso, riparata dal mio avambraccio, il sangue e una trentina di punti
"un incidente, un vetro rotto, mille scuse, nessun supporto"
ero all'ottavo mese di gravidanza.
il calore tra le gambe, il sangue e le contrazioni.
la mia bambina, partorita morta (non scrivo senza vita, MORTA UCCISA AMMAZZATA) queste sono le parole giuste.
partorita senza aiuto con solo la speranza di poterla vedere, pochi
secondi per incidere un ricordo diverso dal dolore e dl sangue.
Per la legge non una bambina, ma uno scarto, finita tra tonsille e appendiciti, gambe amputate e tumori asportati.
Ma lei é L., é mia, solo mia.
nessuna denuncia né condanna, nessuna giustizia,
L. é nata per darmi la forza di scappare e la certezza che questo non accadrà più, non a me né a nessuna donna che incontrerò.
Sono Paola, ho 37 anni, mi occupo di donne che subiscono violenza, non per vendetta, ma per amore verso di loro.
non sono contro la violenza sulle donne (espressione semplicistica e abusata) sono contro gli uomini violenti.
Paola, che ogni notte rivive i suoi 22 anni.
giovedì 20 giugno 2013
Inferno e Paradiso
Mi chiedo quando, in questo paese, un giorno come domani potrà tornare
ad essere il giorno più importante del mese e non del lustro corrente.
Domani è il giorno.
Non sono incredibilmente teso, mi sono preparato come meglio non è possibile per un colloquio.
Ma come spesso accade nella vita, pochissimo di quello pianificato per fila e per segno si avvera come ce lo eravamo immaginati.
Sono passato da fiducia a totale rassegnazione ad una nuova speranza nel giro di una settimana.
L'idea di non esser preso, a questo punto, tranne colossali autogoal da parte mia, mi farebbe davvero incazzare perché inspiegabile e dovrei riabituarmi all'idea di non poter pianificare nulla.
Le consolazioni da esami "puoi ridarlo la prossima sessione" questa volta non esistono e benché probabilmente in questo momento abbia più possibilità di entrare che di esser lasciato a casa (la scaramanzia è pratica medioevale) non è una garanzia capace di rassicurarmi. Ho già fatto splendidi colloqui nei quali poi son stato lasciato a casa, e so che purtroppo può accadere.
Vedremo.
Non era in alcun modo possibile giocarsela meglio di così. Avessi avuto parole da dosare e prepararmi avrei scelto quelle, in quell'ordine. La lucidità e l'efficacia di controbattere al "ma lei mi pare distante dalla postazione rc auto e dal ramo assicurativo" e tutte le affermazioni fatte inseguito sono stato il meglio che io potessi offrire. Purtroppo dubito mi volessero mettere alla prova, trovando in me una reazione. Mi chiedo perché mai debbano portarmi al terzo colloquio se sono "distante" ma soprattutto mi chiedo cosa debba togliere dal curriculum per poter essere preso in un call center o quanti pennarelli debba infilarmi nel naso per diminuire il mio utilizzo dei congiuntivi.
Domani è il giorno.
Non sono incredibilmente teso, mi sono preparato come meglio non è possibile per un colloquio.
Ma come spesso accade nella vita, pochissimo di quello pianificato per fila e per segno si avvera come ce lo eravamo immaginati.
Sono passato da fiducia a totale rassegnazione ad una nuova speranza nel giro di una settimana.
L'idea di non esser preso, a questo punto, tranne colossali autogoal da parte mia, mi farebbe davvero incazzare perché inspiegabile e dovrei riabituarmi all'idea di non poter pianificare nulla.
Le consolazioni da esami "puoi ridarlo la prossima sessione" questa volta non esistono e benché probabilmente in questo momento abbia più possibilità di entrare che di esser lasciato a casa (la scaramanzia è pratica medioevale) non è una garanzia capace di rassicurarmi. Ho già fatto splendidi colloqui nei quali poi son stato lasciato a casa, e so che purtroppo può accadere.
Vedremo.
Non era in alcun modo possibile giocarsela meglio di così. Avessi avuto parole da dosare e prepararmi avrei scelto quelle, in quell'ordine. La lucidità e l'efficacia di controbattere al "ma lei mi pare distante dalla postazione rc auto e dal ramo assicurativo" e tutte le affermazioni fatte inseguito sono stato il meglio che io potessi offrire. Purtroppo dubito mi volessero mettere alla prova, trovando in me una reazione. Mi chiedo perché mai debbano portarmi al terzo colloquio se sono "distante" ma soprattutto mi chiedo cosa debba togliere dal curriculum per poter essere preso in un call center o quanti pennarelli debba infilarmi nel naso per diminuire il mio utilizzo dei congiuntivi.
domenica 2 giugno 2013
Nazisti alla finale di coppa del mondo sorseggiando un thé con la donna della vita
Quando poche ore prima della firma del compromesso ti accorgi un po' ingenerosamente che non te ne frega nulla della casa perché il tuo cervello l'ha già data come acquisita e si è spostato sull'obiettivo successivo, sei in grado forse di capire davvero i tuoi ultimi anni e cosa c'è in palio.
#5ore,#lun-ven, #ind, #assicuraz famil.#1000€ca
Tutti questi sarebbero ottimi tag per descrivere la luce divina nel mare della crisi. E' inutile negarlo, teniamo pur minime le aspettative, ma queste occasioni, in questo preciso momento storico, sono occasioni della vita, di quelle che capitano ogni tot anni.
Da analogia, mi ricorda incredibilmente la finale del mondiale di calcio. Puoi sempre rivincerla certo, e puoi anche pensare che ci saranno gli europei e il campionato e la coppa italia da vincere, ma con buone probabilità dovrà ancora passare molto tempo prima che tu possa rivincerla, la finale.
Quando invece penso agli amici che affronteranno le stesse prove e gli stessi colloqui invece mi vengono in mente i campi di sterminio nazista. Pur cercando un minimo comune denominatore affinché tutti possano essere presi, mi dico comunque che siamo tutti e tre nettamente diversi l' un l'altro e l' SS davanti a noi chi deciderà di eliminare?
L'idea che prendano quello che secondo loro non è il migliore ma il miglior per quel ruolo è già di per se un'idea difficile da addomsticare. Se poi ripensi a quando, prima di star con la Fra, sei uscito 2 volte con l'Elly e nei tavolini camst del centronova hai profondamente pensato che fosse la donna perfetta dopo circa 2 ore di colloquio, capisci che probabilmente è meglio esser giustiziati dall' SS secondo altre logiche.
Quando ci rubarono la casa di Via Adige da sotto il naso pensavamo di esser stati stuprati dal destino.Un po' come con i primi amori, abbiam pensato anche se per poco che "ome lei nessuna mai" e che non ci saremmo innamorati mai più. Oggi è un po' lo stesso, anche se vedo solo la tipa carina della classe so che comunque, anche se non le piaccio, mi innamorerò ancora.
Certo, farci all'amore e immaginare di vivere con lei tutta la vita rimarrà ancora per un po' l'idea predominante.
#5ore,#lun-ven, #ind, #assicuraz famil.#1000€ca
Tutti questi sarebbero ottimi tag per descrivere la luce divina nel mare della crisi. E' inutile negarlo, teniamo pur minime le aspettative, ma queste occasioni, in questo preciso momento storico, sono occasioni della vita, di quelle che capitano ogni tot anni.
Da analogia, mi ricorda incredibilmente la finale del mondiale di calcio. Puoi sempre rivincerla certo, e puoi anche pensare che ci saranno gli europei e il campionato e la coppa italia da vincere, ma con buone probabilità dovrà ancora passare molto tempo prima che tu possa rivincerla, la finale.
Quando invece penso agli amici che affronteranno le stesse prove e gli stessi colloqui invece mi vengono in mente i campi di sterminio nazista. Pur cercando un minimo comune denominatore affinché tutti possano essere presi, mi dico comunque che siamo tutti e tre nettamente diversi l' un l'altro e l' SS davanti a noi chi deciderà di eliminare?
L'idea che prendano quello che secondo loro non è il migliore ma il miglior per quel ruolo è già di per se un'idea difficile da addomsticare. Se poi ripensi a quando, prima di star con la Fra, sei uscito 2 volte con l'Elly e nei tavolini camst del centronova hai profondamente pensato che fosse la donna perfetta dopo circa 2 ore di colloquio, capisci che probabilmente è meglio esser giustiziati dall' SS secondo altre logiche.
Quando ci rubarono la casa di Via Adige da sotto il naso pensavamo di esser stati stuprati dal destino.Un po' come con i primi amori, abbiam pensato anche se per poco che "ome lei nessuna mai" e che non ci saremmo innamorati mai più. Oggi è un po' lo stesso, anche se vedo solo la tipa carina della classe so che comunque, anche se non le piaccio, mi innamorerò ancora.
Certo, farci all'amore e immaginare di vivere con lei tutta la vita rimarrà ancora per un po' l'idea predominante.
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